La puntata di stasera inizia con la De Filippi preoccupata: nel bagno della casetta dei blù è capitato di tutto e metà squadra viene penalizzata. Tre concorrenti possono sì partecipare alla puntata (purtroppo), ma sono già al ballottaggio (non si capisce bene come ciò possa essere fattibile, ma si sa che il pongo regolamento si adegua perfettamente a tutte le situazioni).

Ma cos’avranno fatto in bagno i blù? Qui di seguito alcune ipotesi, tra le più accreditate: 1. Elena ha scoperto una telecamera in bagno e ha cominciato a fare l’appoge su Enrico (ovviamente entrambi erano nudi), quando sul più bello è arrivata Loredana e ha cominciato a saltare come un’ossessa;

2. Enrico ha scoperto la telecamera in bagno, mentre si stava facendo la ceretta impostagli da Jurman; ha chiamato subito Loredana, che, siccome si sentiva in tv, ha cominciato a piangere; allora, Elena le ha fatto una scenata, perché pensava che ci stesse provando coll’amato;

3. Loredana ha trovato la telecamera in bagno e ha cominciato a fare le boccacce a Rapino e alla Di Michele; di fronte al rumore, Enrico ed Elena si sono spogliati, credendo ad un’orgia garofaliana;

4. i tre, abituati ad andare di corpo alla stessa ora e di comune accordo, trovando la telecamera in bagno, si sono azzuffati per chi poteva usare la carta igienica per primo;

5. Loredana, interpretando una canzone in inglese qualunque (tanto non si capisce mai quale faccia, vista l’ottima pronuncia), è entrata tranquillamente in bagno, quando ha scoperto l’esistenza della telecamera, non ha perso tempo e ha chiesto di girare un rvm distensivo nei confronti di tutta la commissione; al diniego di Zanforlin, che non voleva riprenderla con i pantaloni abbassati, per evitare gli strali del Codacons, la Errore ha risposto chiamando Enrico e Elena a raccolta, i quali hanno incominciato uno sciopero della fame con lo slogan: “Zanfo, il lato B di Lory/ vale più dei tuoi tesori”.

A me Alberto del GF me fa un baffo. “WJSHDGSYRD” (Pierdavide, emozionato per l’amichetto Enrico, che è in nomination, si inventa qualche buffa parola nel cantare “Questione di feeling”).

Sinestesie sorde e cieche. “Corde vocali luminosissime” (Platinette, novella cieca di Sorrento, sul duetto Pierdavide-Emma).

A me i baffi di uno sparviero. “Ricorda un po’ la pinna di un delfino” (Jurman si inventa nuove analogie per il povero Enrico, per non definirlo stonato).

E io Valerio. “Vorrei chiamare Martina” (Garofalo nella sua solita anti-elenata).

Neppure strusciata, se per quello. “Non ti sei appoggiata” (la De Filippi alla Celentano, che ha provato l’appoge con Garofalo).

Rapino doesn’t rule anymore. “E’ con lui che io lavoro” (Emma riguardo a Pino Perris; Charlie l’ha presa bene: s’è solo buttato dalla finestra dopo la trasmissione).

Magari capitasse nella casetta blu. “… qualcosa che purtroppo succede dall’altra parte del mondo” (Loredana, inconsapevolmente fuori fase, sul terremoto in Cile e Haiti).

Io non c’ero entrato. “Usciamo un attimo da voi due” (la De Filippi taglia corto sulla querelle Loredana-Emma, o forse Burt Bacharach-mondo).

Stamme bbbono. “Lei mi può dire che ho il piede male” (Stefano alla Celentano).

Nemmeno al compleanno. “Io non regalo mai complimenti” (Alessandra Celentano dichiara al mondo la sua straordinaria generosità).

Le guste sono guste. “Ognuno di noi abbiamo stile diverse” (Steve su Stefano).

Alati versi del poeta. “Questo ballo è uno sballo, muovi il ventre, non la mente” (Pierdavide si esibisce nella canzone estiva più trista e funerea che sia mai stata sentita).

Della serie: e chi se ne… “A me il ballo di San Vito piace” (Matteo dichiara alla commissione, che gli rimprovera di essere troppo vecchio, i propri fondamentali gusti; Platinette plaude di giubilo, improvvisando una mazurka con Ezralow).

E lasciarla dove sta, no? “C’è chi mi raccoglie ogni giorno da terra” (Emma su qualcuno, che sembra le tiri su il morale, quando è depressa; si accettano scommesse sull’identità di costui: Vessicchio? Zanforlin? La mamma? Un poster di Raul Bova nudo?).

Mai dire mai. “Ho un futuro da facchino” (Stefano dopo la coreografia di Garofalo; annunciato uno sciopero ad oltranza dei camalli genovesi all’idea di condividere con lui il posto di lavoro).

Novello Renzo Tramaglino. “Nel mio specifico Rodrigo è il mio rivale” (Stefano su (don) Rodrigo, cui evidentemente piace Emma-Lucia; tutto questo viene detto dopo la peggiore delle coreografie di Garofalo, con tre professionisti vestiti in giacca i quali vanno in giro belli tranquilli con una ventiquattrore – ci riuscivo anche io, che tra l’altro sto bene in gessato).

Nuovi capitoli di medicina del lavoro. “Si sta ammalando di Celentanite, Garofalo” (Cannito sulla coreografia di Elena).

Forse era daglielo. “Se tu sei così facile, diglielo” (Garofalo a Cannito).

Inviti pericolosi. “Un giorno io e te ci faremo una birra insieme” (Rapino a Enrico, con il tono di quello che con la pinta di bionda si farebbe anche un giro di carte e una canna in compagnia).