Andare avanti, leggersi dentro, cercare di continuare a far finta di niente. E una volta o l’altra arriva quel giorno che ricordi o che la tua maschera, almeno lei serena, cade. Basta una nota sghimbescia nella tua esistenza e la distrazione e la confusione di un giorno per un attimo esplodono, cercando la strada veloce per arrivare al fondo del tuo cuore e scaraventarsi addosso a quel che resta, in quel muscolo atrofizzato dalle delusioni.

E torna a galla la solita storia di tradimenti, di allontanamenti, di quando parli agli amici di come stai bene, dei miglioramenti che la tua esistenza ha ricevuto dall’aver lasciato quello là, del tuo carattere che diventa, giorno dopo giorno, infrangibile, come i diamanti azzurrini della pubblicità (e magari ci credi anche). Un diamante è per sempre: mica come il vetro fragilissimo, quasi ialino dei sentimenti. E allora, solo allora, con la tua corazza gentile riesci a rimetterti ancora sulla strada della solita serie di gelosie, tradimenti, perdoni, tradimenti, ritorni di fiamma, tradimenti, tradimenti, tradimenti: per tutta la vita, ché bisogna sempre andare avanti.

Gli anni, ad un certo punto, non sembrano tuttavia solo periodi di tempo trascorso o da percorrere, quanto piuttosto salite da dominare sulla propria bicicletta, anche quando sono superate. Un giorno, poi, arriverà il nulla, che, d’altra parte, è già parte integrante di tutta la mia vita.