Una canzone appare spesso diversa a seconda del suo interprete. Qualche volta, addirittura, diventa altra, completamente diversa. Così, nella festa amiciana di domenica sera, con la premiata ditta Amoroso-Scanu a interpretare, nuovamente, come a Sanremo, “Per tutte le volte che”, il pezzo che ha vinto, fors’anche stravinto il festival s’è trasformato in un inno all’amore e all’amicizia.

A differenza che sul palco dell’Ariston, Valerio era rilassatissimo: ha cantato sorridendo, come non gli era capitato, una canzone che, da drammatica, è finita per essere sentita, profonda, intima, ma anche esplosiva. La voce di Alessandra s’è sposata perfettamente con quella di Scanu: un incontro d’anime particolarmente intenso, come sempre, a dimostrazione di un legame profondo, che chissà come è emerso tra le macerie di un programma che programmaticamente crea rivalità e per una volta ha invece contribuito a costruire una cattedrale di sentimenti.

Quel sorriso così sincero di Valerio, quel guardare così dentro Alessandra, tanto che lei quasi se ne sentiva imbarazzata, la voce potente e brunita della Amoroso, così diversa e così precisamente amalgamabile con quella chiara, squillante dello Scanu: c’è qualcosa di davvero prezioso che ha legato, come in un incantesimo, le loro due voci.

E così “Per tutte le volte che” è tornata ad essere un inno alla gioia, il racconto del litigio di una coppia che ritorna alla pace del quotidiano, il leggero rimprovero dell’amante di fronte all’incoerenza del proprio partner: perché, poi, alla fine tutto diventa piccolo e impercettibile di fronte all’amore che fa superare l’orgoglio e che è desiderio di unione profonda.

Il dolore e la felicità fusi in una sola anima, con la forza che “non basta quasi mai”, corrispondono quasi alla felicità radiosa e malinconica della voce di Valerio e alla gioiosa dissonanza di quella, più umbratile, di Alessandra: potenza e interpretazione trasformano ogni parola, la piegano al volere di un incontro di anime, imprevedibile, straordinario, come tutto ciò che avviene, sembrerebbe, per caso e invece è solo magia scesa dall’alto.