Aldo Busi è uno scrittore e uomo di spettacolo straordinario. Non c’è nessuno che possa, nello spazio ristretto della nostra piccola e provinciale cultura italiana, in qualche modo paragonarglisi, soprattutto per la capacità di passare dalla cultura dell’infinitamente inutile alla cultura dell’infinitamente prezioso con tanto acume e soprattutto senza dimenticare mai, in questo scambio, chi si è.

Chiedersi perché, dunque, Busi abbia partecipato all'”Isola dei famosi” è una domanda talmente sciocca da non meritare nessuna risposta: è solo l’ultima metamorfosi di un intellettuale che ha provato, in tanti modi diversi, di scardinare lo iato, terribilmente divorante in questo periodo, tra cultura alta e cultura popolare, in una riedizione, neppure tanto diversa, dell’intellettuale gramsciano, che prova a lasciare tracce di sé e del suo pensiero, anche là dove non lo si aspetterebbe.

Diciamo che l’operazione, voluta e benedetta dalla Ventura, sembrava in qualche modo calzare precisamente la figura di Busi: diverso per tanti motivi dagli altri concorrenti, di un’altra levatura, perfino di un’altra leva, doveva far perno sui loro difetti per dimostrare all’italianità, che nell'”Isola” si specchia, quanto lontana sia dall’essere pienamente erede della civiltà antica che l’ha fatta grande in passato. La produzione, naturalmente, lo ha usato anche (e forse soprattutto) per stimolare un cast non precisamente di prima grandezza.

Quando Aldo Busi ha fatto riferimento, durante la sua ultima allocuzione ai conaufraghi (un suo prezioso neologismo), alla propria capacità contrattuale, ha rivelato un aspetto preciso dell'”Isola dei famosi” di quest’anno: gli altri protagonisti sono mezze figure, tra cui perfino i figli di padri famosi sembrano primeggiare. Non c’era di meglio, evidentemente. E gli infortuni della prima sera, con Luca Ward che rischia davvero grosso per la caduta spettacolare, non hanno certo giovato al cast stesso, privandolo, in vari momenti, di sicuri protagonisti.

In quel contesto, poi, tra malanni e malesseri, tra depressioni post partum e inevitabili follie, tra chi annuncia al mondo d’essere normale e chi invece non vorrebbe che essere speciale, alla fine anche lo scrittore, un genio della parola, non ha trovato parole per definirsi e per definire chi c’era accanto a lui. Ha sparso, per l’ultima volta, alcune perle di saggezza, poi s’è allontanato con abile scelta di tempi, da consumato attore.

Nel frattempo, però, ha seminato un tale vespaio, prima delle elezioni regionali, che la Rai, accorgendosi in ritardo che un uomo come lui non può esser recintato in nessun modo, ha dovuto epurarlo, come se fosse Santoro o Travaglio o entrambi. Una brutta decisione.

Aldo Busi resterà così il vero fondamentale vincitore di quest’edizione dell'”Isola dei famosi”. Gli annali ricorderanno il suo nome, anche tra i partecipanti al reality di Rai2.