Ogni giorno mi dico che devo essere grato per tutto quello che ho avuto, anche se l’ho perso. Ma come potrò sopravvivere alla deriva che trascina con sé i miei sensi, oltre che i miei sentimenti?

Vivo anestetizzato, come un bruco nel suo baccello, e da qui non voglio, per nulla, muovermi, tanto per non ricordare di essere diventato pazzo ogni volta che ho affidato il mio destino, o anche solo una parte di me, a qualcuno che non è mai stato vicino a me, soprattutto quando ne avrei avuto bisogno.

E, ciononostante, vorrei sentirmi dire da qualcuno: “qualunque cosa accada, dovunque tu sarai, sarò proprio qui ad aspettarti”.

E poi magari riderci sopra, o tra le righe della mia bocca. Ormai, credere a queste parole è diventato pratica impossibile.