Straordinaria puntata di X-Factor stasera. Ne sentivamo davvero la mancanza. Soprattutto di Tommassini, che stavolta ha risparmiato sulla scenografia, facendone una che andasse bene per tutti. Ma ha risparmiato Stefano, perché aveva, cavoletto di Bruxelles, cambiato la canzone troppo tardi! Eh sì: una coreografia che andava bene per i Blondies, i Ramones, Sergio Vastano e i Figli di Bubba, la cumparsita e il jingle della Michelin non era adatta, ma proprio per niente, a Vasco Rossi.

Perfino tra i giudici serpeggia un tantino di autocritica: la Maionchi si lascia sfuggire un improperio, la Tatangelo sembra un ospite a “Porta a porta” che cerca di non farsi notare, Ruggeri finge di essere capitato nello studio sbagliando perché credeva di fare la guest star nella settima stagione di “Cold Case”. Elio, beh, sta pensando al suo diploma di solfeggio che gli ha consentito di scrivere i ben noti versi dalle riconoscibili sfumature leopardesche: “Son l’orsetto ricchione e, come avrai intuito, adesso ti inc**o”.

O quello di andarsene a casa. “E’ venuto il momento di dimostrare le mie doti artistiche” (Cassandra, prima di distruggere “Come ti vorrei”, senza neppure beccare l’incipit).

O di sforzo. “Un’esibizione di forza” (Mara Maionchi sulla prova di Cassandra, per non dire che ha fatto schifo ai porci per la seconda volta).

E non voglio parlare dei Maya. “La brutta notizia è che siamo nel 2010” (Ruggeri per stigmatizzare le pernacchie di Cassandra).

Riflessioni verdiane. “Uno non fa più un’opera perché è un modo di cantare vecchio” (Elio su Cassandra, nel suo agile italiano da Conservatorio).

Altrimenti come cacchio si fa a seguire X-Factor? “V’han dato da bere qualcosa di strano” (Facchinetti al pubblico che gridolina istericamente ogni trenta secondi, mentre sul palco c’è Cassandra, forse per sottolineare che la suddetta è veramente una chiavica).

Ma invece che dare brutte canzoni usare il formaggio, no? “Dobbiamo far uscire il topo dal buco” (Mara Maionchi filosofeggia, nel suo tipico atteggiamento mentale da Buddha, del quale ha perlomeno la forma fisica).

Grazie Tommassini. Ruggero fa la conga con un tizio con tanti capelli appallottolati insieme e una donna piena di palle. Poi c’è un’altra tizia tutta colorata di nero con una palla in testa. Il minimo comun denominatore è la palla. O c’è un’allusione forte a Rambaldi e ad “Alias” oppure all’effetto che la trasmissione provoca nei telespettatori.

Provocazioni erotiche femminili. “Sono sempre a tua disposizione” (la Tatangelo, con gesti eloquenti, rivolta a Mara, probabilmente alludendo alla possibilità di fare le forbici; Gigi inorridisce e progetta una fuitina insieme a Facchinetti).

Rimandata a settembre di inglese. “Sarai un signore dell’intratteinment” (la Maionchi rivolta a Ruggero, augurandogli chissà cosa, col suo solito accento oxfordiano).

Peccato che non sia femmina. “Tommassini ha partorito eccelse idee” (Facchinetti sul direttore artistico, che gongola soddisfatto).

Generale, sopra la collina. I Kymera si travestono da Spagna prima maniera. Hanno lasciato il falsetto in camerino, ma non si sentono proprio, subissati dalla base. Ruggeri è, d’altra parte, soddisfatto: ha distrutto anche il suo ultimo gruppo, così può andarsene a casa prima con la buonuscita.

Dici? A me sembravano perlomeno un trio. “Voi due mi date l’impressione di un duo” (un funambolico Elio sui Kymera).

Qualche problema matematico ci dev’essere. “I Kymera sono un artista” (già rimandata in inglese, la non paga Mara sui Kymera).

E’ un film, bellezza. “Gli ammutinati del Bounty non c’entrano un ca**o” (Mara, che, evidentemente, rispetta tutte le opinioni, su Stefano).

Chiamo subito il 118. “Sono sotto shock” (Elio, un tantino sopra le righe, commentando l’ultimo posto di una sua cantante).

Io mi darei delle risposte. “Sono stata fortemente me stessa. Come mai sono andata al ballottaggio?” (la Zanier interpreta se stessa, forse pensando di essere a Sanremo).

Alighiera Zanier. Dopo le ultime mitiche imitazioni di Manuela, alcune indiscrezioni sui personaggi che l’impareggiabile porterà prossimamente sul palco di X-Factor: Gigliola Cinquetti, Sylva Koscina, Topo Gigio e Anna dai capelli rossi. Tommassini ha già pronte un sacco di idee sui costumi. Però ha già purtroppo utilizzato le orecchie da Mickey Mouse.

E menomale che l’abbiamo fatto studiare. “Che Nevruz stona è una leggenda” (Elio si difende, ma perde di vista i modi verbali).

Questo è sicuramente un terzetto. “Dopo andiamo da Mara. Dai, vieni anche tu” (la Tatangelo rivolta a Ruggeri: meglio un’orgia bisex, insomma).

Potenza delle vocali. “Sono una vittima della foga” (Elio, che forse pensa all’importante testo del suo successo “Il pippero”, si scusa per aver pronunciato un turpiloquio e ne fa un altro, chissà se volontariamente o meno, visti gli inviti erotici della Maionchi).

Cantanti sull’orlo di una crisi di nevruz. Nevruz canta con una mazza in mano. Forse Tommassini ha preso spunto un po’ troppo dalle parole della Maionchi. Poi fugge su per i cieli (qualcuno già esulta perché pensa che finalmente se ne andrà dalla trasmissione), espone uno strano lenzuolo con un messaggio in codice per i servizi segreti israeliani, torna indietro e spaventa la Tatangelo, che neppure lo guarda negli occhi.