“Tu sei un soffio di vento/ che fa più luce nel tempo”. Potremmo chiosare così, con alcune parole cantate da Daniele Blaquier, quel che è successo ieri in una concitata puntata di “Amici sabato”. La De Filippi s’affanna a farsi bella con la discografia al completo in studio (perfino c’è una simpatica nuova etichetta) per dimostrare al mondo che da “Amici” escono talenti che non sono solo talenti e basta, ma che vendono miliardi di dischi. E peccato che l’arte, quella vera, si veda a sprazzi. L’importante, alla fine, è l’industria.

E peccato che l’industria sia finita in “Amici” con tale forza che ha distrutto quel che rimaneva della filosofia delle prime edizioni, quella dei “poveri, ma belli”, quella degli artisti reietti, ma che perlomeno artisti erano davvero. Peccato che a vedere la panoramica della commissione esterna ieri pomeriggio veniva, tanto per gradire, la dissenteria: ha ancora, in effetti, un senso sostenere che quelli lì, ivi compresi i tre soloni giornalistici, sono davvero “esterni”? Ma se si mettono l’abito della festa solo in queste occasioni? Ma se sono visibili solo ad “Amici”, mentre fuori da quello studio nessuno li sta a sentire?

Una commissione esterna che avesse un minimo di credibilità dovrebbe essere costituita da professionisti musicali, ma che vengono dal lavoro negli studi, non dalla carta stampata o da un ufficio stampa (vero, Zerbi?). Chi s’è occupato di marketing per secoli (o al massimo ha fatto il lacché della Gialappa’s), che cosa ne può sapere di come si scrive un disco a parte che è fatto di plastica e che sulla copertina per vendere di più ci vuole una bella tettona?

E i giornalisti, abili a fare taglia e cuci con le parole, saranno davvero così indipendenti nei loro giudizi? Non è che viviamo, purtroppo, in un paese dove la stampa è libera davvero. E poi, visto che ci siamo, ma la De Filippi è in grado di invitare solo gente che venga dal “Giornale”? Non è che ci saranno anche altri, magari, a poter fare lo stesso lavoro, tanto per fare un tantino di turnover?

E così si spiega la puntata tragica cui s’è assistito: tutti d’accordo a incensare due o tre pseudo-talenti (di una poverina s’è detto perfino che era bene stare sotto il nove, perché poi sarebbe cresciuta con il proseguire della trasmissione – sì, certo, magari in altezza), tutti d’accordo a bastonare la voce fuori dal coro – ovviamente, quella di Luca Jurman, che paga così, finalmente, il fatto d’essersi schierato fuori dal sistema, lontano dalle logiche di chi investe sul talento solo per ottenere un ritorno economico nell’hic et nunc.

Ed ecco, così, trionfare Rudyno bello, il figlio rasato di Davide Mengacci, l’uomo dell’industria, l’uomo del fare (verrebbe da dire), quello stesso che, come ha sostenuto indirettamente la Venegoni su “La Stampa”, se ne sarebbe dovuto andare via dalla Sony, perché colpevole di strategie sbagliate, di quelle che durano una stagione e poco più.

Giusto per fare un po’ di cronistoria in un paese che dimentica tutto, perfino, qualche volta, di avere il nome che ha, vogliamo raccontare la storia del self-made man Zerbi nell’ambito di “Amici”? E’ lui, finito ad “Amici” per una felice intuizione della De Filippi, a incappare nel ciclone Carta e a farsi venire il fegato marcio a guardarlo trionfare contro l’ex commessa dall’acuto strozzato (mi spiace, in questo momento, non ricordarmi nemmeno come la poverina si chiamava), la quale, come tutte le scoperte amiciane dello Zerbi, ha avuto un destino leggermente ingeneroso nelle vendite del primo, come soprattutto del secondo cd (vi assicuro che l’ha fatto).

Poi, si incorona da solo giudice arbitro per scegliere tra la Stavolo e la Olari per cantare l’hit “Due cose importanti”. E lui per chi va ad optare? Ma ovviamente per Martina: scelta, per carità, comprensibile, ma solo se si vuole puntare sulla meteora. La Olari, invece, continua a cantare ancora oggi: il suo secondo cd (pochissimo pubblicizzato) è entrato subito in classifica, il singolo “Piango per te” è stato un discreto successo. E chi, tra le due, aveva il maggior talento musicale? Chi tra le due scrive le sue canzoni?

L’anno scorso, poi, il povero Zerbi si sarà sentito diminuito dall’esito della trasmissione: avendo puntato ad occhi chiusi sul cavallo perdente (la Errore), solo perché gli sembrava il nuovo talento della musica italiana, solo perché era un personaggio, chissà quanto avrà rosicato vedendola distrutta dal televoto a favore della Marrone. E chissà quanto si sarà sentito gabbato dalla stessa, quando la vecchia casa discografica di Loredana si è rifatta sotto con un contratto di esclusiva già firmato dalla stessa e da lei bellamente rinnegato! La storia ha fatto il giro di tutti i blog come esempio di come l’industria musicale, qualche volta, faccia errori grossolani nella gestione del proprio parco cantanti. E qui l’errore non è stato tanto artistico, quanto manageriale.

Insomma, Zerbi ad “Amici” finora ne ha azzeccata solo una, quando s’è trovato a mettere sotto contratto la Amoroso, ma non è che quest’ultima fosse stata scoperta da lui, intendiamoci, ma scelta da Jurman, tanto per cambiare.

Ieri, la vendetta s’è consumata: Rudy ha avuto la sua rivincita, facendo uscire dalla scuola definitivamente un cantante straordinario come Daniele Blaquier, uno che fuori da “Amici” andrà probabilmente a fare sfraceli altrove (leggi: “X-Factor”), uno che con la voce fa tutto quel che vuole (sentitevi la sua “Ilaria” e rimarrete di stucco come è successo a me,  che ho perfino pensato che fosse Alex Baroni), e pazienza se al Rudy nazionale la sua voce annoia. Il talento, a quanto pare, non è un argomento del quale si intenda particolarmente bene.