Come forse qualcuno avrà notato, anche il bloggatore (anonimo, ovviamente) qui ospitato vede “Amici”. Lo so: è un outing anche più sconvolgente di quando qualche tempo fa ho detto che avrei voluto sposare Tiziano Ferro (tenendo conto anche del suo favoloso conto in banca).

Ed è proprio quando stavo assistendo ad una puntata del suddetto programma che ho avuto una rivelazione. Tenetevi forte, ché magari a voi è sfuggito: Luca Dondoni, il critico musicale de “La Stampa”, tiene un blog. Nel saperlo non ho contenuto la mia emozione e sono andato a cercarlo, come un pointer che vuole trovare il tartufo per il suo padrone.

Quando, finalmente, ho potuto leggere, ho avuto due, tre, duecento illuminazioni diverse. Ho scoperto che il regolamento di “Amici” è finalmente diventato cristallino, anzi adamantino, anzi… è talmente chiaro che perfino Dondoni afferma di averlo capito (qui potete leggere il suo illuminante pezzo a proposito, intitolato alla Facchinetti Amici 10: niente è come prima, wow, strawow, megawow). D’altra parte, a quanto è sostenuto dal giornalista, le nuove regole (ivi compreso il finto campionato delle stelline) devono evitare che a vincere sia il beniamino del pubblico, perché quasi sempre è sostenuto da spese folli di famiglie pronte ad assoldare call center di mezzo Mediterraneo per mantenere al primo posto il proprio rampollo (nel caso, quel povero Cristo di Antonio, che non s’è più esibito da tre mesi e che viene sempre regolato con un insufficiente ogni qual volta si presenta dalle parti della commissione – adesso anche in absentia a quanto pare).

Ma il vero momento alto, anzi direi sublime è venuto nella lettura di un altro fondamentale post, un’altra fondamentale apologia del zanfo-pensiero, astutamente chiamata Amici 10 e la legge del Ct, dove io con ragionevolezza credevo di trovare davvero la quintessenza di quest’edizione fortunata, che è tale soprattutto perché tra i giudici c’è Dondoni, con tutta la sua esperienza.

Il pezzo comincia col ricordare il caro Rapino:

Ricordate quel divertente e divertito personaggio che l’anno scorso sparigliò spesso l’andamento della trasmissione con le sue uscite spesso eccessive (gli americani direbbero “balooney”), qualche volta azzeccate, raramente fondamentali per lo sviluppo del programma (“la musica si vede e non si sente”…)?

Poi, dopo questo inizio non certo tenero nei confronti del Charlie nazionale, Dondoni intesse una critica rivolta ad alcuni blogger che sarebbero rei di voler far tornare in trasmissione questo monumento della musica internazionale:

sui blog che si occupano di “Amici” non è difficile trovare i soliti “ignoti” (caramella 86, cecio92, sdruz 91, spelalla ecc.ecc.) che, dietro sigle che impediscono al lettore di mandarli sonoramente a quel paese, sproloquiano senza avere la minima conoscenza della grammatica italiana, della costruzione di un linguaggio e quindi di un racconto televisivo. Soprattutto questi ragazzini (perché di ragazzini si tratta) non si rendono conto di quanto cadano nel ridicolo. Questi minus-habens sbrodoloni oggi parlano di Charlie Rapino, ieri di altri personaggi che hanno fatto parte della trasmissione lamentandone la NON presenza o, nel migliore dei casi, inveendo contro gli autori che non capiscono nulla.

Ora, sia chiaro: io non rimpiango affatto Charlie. Ad “Amici” è stato una macchietta, forse volontariamente, forse no: d’altra parte, ha avuto l’occhio abbastanza lungo per puntare su Emma, quando era data per favorita Loredana; s’è inventato un suo modo televisivo di fare il giudice, anche se quarantotto volte su cinquanta diceva cose o ovvie o, per la verità, confutabilissime.

Però, c’è modo e modo anche di rivolgersi a chi, volente o nolente, esprime una propria opinione, esattamente come esprime un’opinione, sempre personale e senza nessun crisma di oggettività, un giudice di una commissione esterna (anche se il blog si chiama “Dentro Amici” e già questo testimonia di quanto “esterno” possa essere chi lo tiene).

Prendere un’intera categoria (i bloggatori, ma io preferisco chiamarmi bloggista, ché fa più figo) e raccontare al mondo che non capiscono un’acca, beh, forse è un tantino esagerato, soprattutto quando si fa riferimento al fatto che essi sproloquiano

“senza avere la minima conoscenza della grammatica italiana, della costruzione di un linguaggio e quindi di un racconto televisivo”.

Prima di tutto, si potrebbe dire lo stesso anche di chi dà voti a casaccio, sulla base del proprio gusto personale, anche quando forse dovrebbe riflettere un po’ di più su ciò che sta facendo (per dirne qualcuna, cacciare Blaquier e prendere invece Arnaldo, Andrea e Diana, contemporaneamente salvando più e più volte la coatta stonata).

Ma, secondariamente, verrebbe da chiedersi anche se chi fa il bloggatore per un giornale ogni tanto si rilegga, giusto per vedere se la sintassi di ciò che scrive funziona, magari controllando di aver scelto il modo giusto (ahimé, povero negletto congiuntivo):

“seppur fra le tre ho preferito la seconda esibizione”

o perfino la concordanza giusta (a soggetto singolare corrisponde verbo al singolare):

si stanno svolgendo una marea di provini”

o eventualmente per verificare la propria ortografia, magari col correttore di word:

“le cartucce sparate sin’ora sono poche e con poca polvere pirica”

Oppure mi verrebbe da chiedere se per farsi chiamare giornalisti qualcuno faccia fare un esame di latino (minus habens, che si scrive naturalmente senza trattino, è singolare, mentre il plurale è minus habentes) o di inglese (balooney non esiste da nessuna parte: la forma corretta, a quanto dice perfino la wikipedia inglese, è baloney ed è, guarda caso, sinonimo di “nonsense”).

Ma forse certe cose sono passate di moda.

P.S.: forse qualcuno si chiederà come mai il titolo faccia riferimento anche a “Il mondo di Patty”. Risposta: lo trasmettono più o meno quando c’è il pomeridiano di “Amici”. Se cambiate casualmente canale, non ve ne accorgete nemmeno.