Con la tristezza di chi prova a non provarci, con il cuore che dice sì e la testa che dice no, ogni tanto ci si trova di fronte a mari aridi dove l’amore è una meta irraggiungibile. Ci si prova a scordare chi ci ha fatto soffrire, e poi basta un momento e tutto sembra tornare indietro a quando l’amore c’era. O almeno fingeva d’esserci.

E allora ci si chiede se l’amore esista o meno, in generale, non nel particolare momento della nostra vita: la risposta è ambigua, perché non si tratta di una grandezza misurabile, o di un meccanismo di causa e effetto. E’ allora l’amore stesso una illusione gentile, oppure il tormento di un’esistenza che non riesce a passare oltre, o solo l’inevitabile necessità del fato che ci costringe alla sofferenza?

La risposta è forse semplice: l’amore è probabilmente la verità nella sua persistenza dolorosa, che si sostanzia nel cercare come non cercarlo.