(Saldo con questo post un debito nei confronti di una mia lettrice, da molto tempo, purtroppo, silente).

L’amore cosa può fare. Qualche volta, è aria leggera che viene dall’oriente. Qualche volta, è tempesta che travolge i tulipani. Altre volte, è pioggia che solletica le coccinelle sulle foglie della canapa. Altre volte ancora, è tormenta che ci prende al cuore, pugnalandoci alle spalle.

L’amore è tutto questo – sorriso e pianto che sciolgono gli occhi. L’amore è la forza che condanna, la debolezza che vince, e nessuno può fermarlo, anche quando vorrebbe, maledettamente.

Quella stessa luce è in un piccolo capolavoro, ormai datato, ma sempre bellissimo, e che si intitola “D’amore”, un pezzo che una sussurrante e ispirata Karima Ammar ha cantato nel suo ultimo omonimo album.

Racconto di un dialogo senza difese, “D’amore” mette in scena una donna serena, ma decisa, abbandonata e ferita, la quale cerca ancora di trovare un dialogo con quell’uomo che se n’è andato e che vorrebbe a sua volta dimenticare. L’invito, incessante, è tutto in un imperativo di forte impatto: “Parlami”, intenso e snervante.

Parlami, dice lei, parlami dell’amore che ci ha unito: dei lividi che mi hai procurato, dei miei guai dei quali tu sei l’origine, della fine della nostra storia, della distruzione dei miei sogni.

Ma lui, come succede sempre (o spesso), lui non parla. E’ l’amore, invece, che prende la parola e, come dice la canzone, “può e non puoi farci niente”.