La cucina è anche eros, a quanto pare. Dalle parti di “MasterChef” ne sono convinti, tanto che i tre finalisti presentano al mondo, tra compagni, fidanzati e mariti, tre uomini che definire poco elegantemente manzi sarebbe volgare, ma assai veritiero. Eppure a guardarli bene, Luisa, Ilenia e Spyros non entrerebbero di diritto tra le Olgettine.

Per il resto, la puntata scivola bella tranquilla verso il vincitore designato fin da subito, come nella migliore delle tradizioni della casa, che decide l’esito di ciascun turno nei primi dodici secondi e lo dice pure, perché “arrogance” ci piace.

Qui di seguito alcune delle perle della serata.

Assaggiami tutto. “Questo è un vino bianco travestito di vino rosso” (quella vamp di Joe Bastianich, vestito da Donna Rosa, elenca alcune caratteristiche di un vino americano transgender).

‘Ndo cojo cojo. “Vedo gli scampi. Mettili dentro, non si sa mai” (Spyros, preso da innamoramento folle, incontra sulla sua strada un crostaceo e lascia il fidanzato dopo 14 anni).

Anche pimpillacchero. “Bagiggio è conosciuto” (Ilenia fa sfoggio della sua cultura linguistica, facendo riferimento ad una rara voce tardo-gallica, usata solo da due abitanti di un’oscura frazione di un oscuro paesino della Val di Fassa, talmente oscuro che gli abitanti se ne sono dimenticati il nome e lo apostrofano dicendo: “quel posto lì”).

Nuntio vobis gaudium magnum. “Faremo una vellutata di zafferano leggermente acidulata” (Luisa, leggermente presa da protagonismo, imita il papa durante l’Angelus, stranamente riuscendo più simpatica).

Rigore è quando arbitro dà. “Zafferano con vino bianco è rischio” (Bastianich come Boskov, mentre allegramente ignora l’utilizzo degli articoli).

Ma siamo sicuri sicuri? “Spyros ha ritrovato Spyros” (il fidanzato Marco mostra il suo lato lapalissiano a mezza Italia).

E tu cosa c’entri con l’italiano? “Cosa c’entra pinoli con frutta secca?” (Bastianich a Ilenia).

Incredule volgarità. “Non è che mi stanno prendendo per il cu*o?” (Spyros arrivato in finale non riesce a credere ai suoi occhi: Cracco è, infatti, vestito in pelle e scudiscio e lo guarda con occhio pericolosamente ammiccante).

De gustibus. “E’ il preferito di mio figlio Riccardo” (Ilenia annuncia un piatto semplice: una impepata di cozze intrisa di cannolo con il sangue di maiale mischiato al cioccolato ridotto con salsa agrodolce di porri muschiati).

Protoleghismo meridionale. “Io sono del sud e i piatti sono del nord” (Luisa, novello capitano Custer, va alla conquista di Little Big Horn).

Hai mai provato con un rullo compressore? “Perché non posso avere anch’io un po’ di strada spianata?” (Ilenia s’arrabbia, giungendo all’ingiuria, dopo che quel bel figo di suo marito, distraendola, le ha fatto cadere la salsina marinata di cozze).

Lesbo-time. “Pure in bocca” (Luisa, dopo aver finito i suoi piatti, bacia Ilenia, ma inavvertitamente le scappano anche quei due-tre metri di lingua).

Ma magari un bel corso d’italiano no? “Iniziamo con il strudel di Luisa” (Bastianich, avverso per contratto alla “esse” impura, annuncia coram populo la sua ignoranza degli articoli determinativi).

Io allora tocco Ferro. “Dopo ti tocco, così ti benedico” (Spyros ci prova con Alberico).

Siamo sicuri che non ti ci intridi? “Lui è come l’olio, mi scivola addosso” (Luisa su Federico, che prova a farla arrabbiare per farle perdere self confidence, ma lei è tanto concentrata che si dà alle similitudini).