E siamo alle solite. Garrison si innamora e disamora con la facilità con cui un bradipo si mette a dormire, una libellula sbatte le ali, una foglia secca cade dal suo albero.

Non a caso è soprannominato BimboGarry. Il suo atteggiamento tipico è quello della b.m. che scrive con le cappa e mette accenti su tutte le vocali che le capita di scrivere su questa terra. Ma prima, come al solito, i fatti.

Nunzio è scelto da Garrison tra mille, perché è innegabilmente bravo, anzi per la verità bravissimo, nonostante il fatto che sia un tantino piccolo per essere un ballerino, e fors’anche un po’ sgraziato fisicamente. Ma è scelto (vale la pena di sottolinearlo) perché l’idea che Garrison vuol trasmettere al pubblico è che tutti, a prescindere dalle loro qualità fisiche, possono ballare, e magari farlo anche bene.

Sono i giorni della squadra dei nanetti, con Garrison che si traveste da biancaneve, che tra l’altro gli dona. Poi, all’improvviso, dopo aver difeso a spada tratta la sua ballerina, Veronica Paradiso, decide, il giorno dopo, che invece è un peso per la sua squadra. Veronica ci resta male, abbozza, non capisce le motivazioni, vorrebbe magari un chiarimento, ma Garrison blatera di assurdità e, alla fine, la poveretta se ne esce, poco allegramente, intendiamoci, ma con un sorriso che sta a dire: “Beh, ho capito che razza d’uomo sei”.

Poi, viene l’eliminazione del talentuoso Daniele Sibilli, anche lui non proprio uno stangone, ma certamente dotato, veramente dotato di un talento incredibile e che pure lui è cacciato dalla scuola durante una sfida con Ilario Frigione, che entra a dispetto del fatto che sì, è bravino, ma di certo non eccezionale.

A quel punto della squadra dei nanetti, dei ballerini che lottano disperatamente contro i loro limiti fisici, è rimasto solo il più intelligente dei tre, Nunzio, quello che è capace di rispondere pan per focaccia a tutti i giudici, ivi compresa l’algida Celentano, che, com’è noto, proprio per questo motivo lo detesta.

Nunzio è un ragazzo intelligente, prima di tutto, e capisce l’aria che tira. Sa che ora c’è lui sotto tiro. Cannito affila le armi, la Celentano difende i suoi allievi (perfino l’indifendibile Legra Yunieska Sanchez, che è dotata nel ballo come McEnroe nel calcio a 5).

In questa situazione, Garrison tira fuori un’idea fuori da ogni logica. Ne ha sempre molte, stavolta esagera proprio. Sostiene che Nunzio sia un ballerino più bravo anche dell’aitante Josè Becerra, sostenuto dalla Celentano e fondamentalmente nato per il classico. Nunzio abbozza, si rende conto che una sfida con molti giudici di danza classica può solo metterlo alla berlina, ma c’è il suo insegnante che lo sta sostenendo, che si sta “spendendo” per lui. Deve accettare e fa anche una discreta figura.

Ovviamente perde. Quando gli si chiede un commento, afferma che, se fosse stato lui tra i giudici, lui pure avrebbe fatto vincere Josè, visto che la sfida si giocava soprattutto su coreografie classiche o neoclassiche, nelle quali la fisicità la fa da padrone.

Non l’avesse mai fatto. Una dichiarazione di umiltà e di carineria nei confronti del collega viene subito trasformata in un atto di crudeltà nei confronti dell’insegnante. Nunzio è da quel momento sistematicamente attaccato anche da Garrison, che sottilmente, ma nemmeno tanto, visto che non ci arriverebbe, comincia a parlare male di lui con pervicacia e ostinazione.

E così si spiega questo, che potrebbe essere anche l’ultimo atto nella trasmissione del povero Nunzio. Balla una garrisonata, sfidando un altro ballerino di una squadra avversaria, il bel Giuseppe Giofrè. Alla fine, Garrison loda quest’ultimo, sprofondandosi in complimenti onestamente un po’ eccessivi.

Quando, durante uno stacco pubblicitario, un compagno di Nunzio gli fa notare che Garrison gli sta facendo la pelle, il ballerino se ne esce con una battuta normale, in quel momento: “Mi fa schifo, mi fa schifo tutto quanto”.

E lì comincia il solito simpatico processo in salsa amiciana. Quel “mi fa schifo” era rivolto a Garrison o no? La De Filippi è per il sì, Garrison che com’è noto è un famoso filologo della lingua le crede, la Celentano gongola e finalmente sistema l’alunno che riteneva antipatico e soprattutto di personalità.

E così nel teatrino del talent si ricominciano a sentire le solite parole, i soliti gesti, le solite simpatiche manfrine. In una trasmissione che si permette di mantenere seduto su un banco un cafone come Gerardo Pulli, uno che della scuola se ne strafrega e l’ha pure monumentalmente dichiarato coram populo, uno come Nunzio è fin troppo educato, anzi forse bisognerebbe premiarlo.

Ed invece, come spesso s’è fatto là dentro, succede proprio il contrario: la beceraggine avanza (peccato che abbiano cacciato l’Alessiona nazionale), il talento deve essere ammazzato.

Nunzio sicuramente troverà di meglio di “Amici” nella sua carriera. Se fossi in lui, li avrei mandati tutti a stendere, non prima di aver spiegato al mondo intero quanto determinati sistemi “amiciani” siano davvero spazzatura.

E resta pure, vagamente, ma nemmeno troppo, il sospetto che questo trappolone teso al ballerino c’entri pure con qualche tenerezza di troppo avuta nei confronti di Daniele, quando era ancora nella scuola. Non sarebbe la prima volta che un rapporto di amicizia “allargata” tra due uomini è stato bandito dalla scuola di “Amici” per una pruderie onestamente poco comprensibile.