Lidia è entrata in “Amici” come una scommessa di Rudy Zerbi. Per mesi ha vegetato nella scuola, senza tirar fuori una performance di livello. Finita nella squadra degli sfigati, è capitata costantemente in sfida – quattro volte. In pochi, tra gli alunni di tutte le edizioni, sono incappati in un numero così spropositato di sfide uno-a-uno, quelle per intenderci che, venendo decise da commissari esterni, possono portare all’esclusione dalla trasmissione in men che non si dica.

Mai, in effetti, ha convinto tanto durante queste prove e durante tutto il percorso, francamente molto accidentato, di questo anno. Poca personalità, in genere, tanta voce, ma non precisa, non correlata alla comprensione profonda di ciò che cantava. Insomma, una miriade di interpretazioni opache, di compitini senza nerbo, spesso immaturi, al limite del karaoke.

Poi, viene l’ultima sfida, quella contro Stefano Marletta, che in effetti è un cantautore, mentre lei al massimo è una interprete. In sfida con il Marletta, in effetti, dovrebbe andare, a rigor di logica, un altro cantautore – tipo, ma solo per dire, Gerardo. Ma siccome in quel di “Amici” la logica non è quella normale, ma è quella del pongo-regolamento, Gerardo resta seduto nel suo banco, ma (mammaliturchi) vestito in jeans e non con la tutina. Giusto perché magari qualcuno non l’aveva ancora ben identificato.

Lidia si dispera, urla, bofonchia, si mette a piangere, perché sa che lei è la vittima disegnata. Finalmente, tira fuori la sua personalità, però, soprattutto quando se la prende con l’immarcescibile Zerbi, che non l’ha mai veramente difesa. Finalmente se n’è accorta. Qualcuno si azzarda a dire che Zerbi nemmeno ascolta i suoi allievi, che passa le lezioni al cellulare. La notizia ci coglie veramente di sorpresa.

E poi viene il giorno della sfida. Il Marletta canta “Rosso”, che è un capolavoro, e sa di avere già in tasca la vittoria. Ma Lidia canta, canta per una volta meravigliosamente, canta come se fosse l’ultima volta di tutta la sua carriera, canta come il cigno che muore e, proprio quando esala l’ultimo respiro, canta la sua migliore canzone.

“Ti lascio una canzone” interpretata da lei risuona come un folle messaggio d’amore – è tanto ben fatta che non sembra nemmeno lei a cantare. E’ una Lidia trasformata, una Lidia maturata tutto ad un tratto. Se Gino Paoli l’avesse sentita, sarebbe d’accordo.

Sembra che in quelle parole tanto belle e tanto poetiche la Pastorello abbia trovato l’anima per dire “fine”:

E’ finito il tempo di cantare insieme, si chiude qui la pagina in comune.

Lidia, in quel momento, non cantava solo, ma si raccontava. E raccontava la sua esperienza finita anzi tempo, finita in modo tanto sbagliato, finita perché nessuno voleva portarla al serale, finita perché s’era fidata del fatto che ci sarebbe stato anche per lei qualcuno a sostenerla, qualcuno a darle forza. E invece l’unica forza che ha ottenuto e trovato è stata la sua.