Pamela corre nel verde. Pamela lancia la sua compagna verso la rete. Pamela è sudata. Pamela guarda avanti: c’è un’altra azione da cominciare. Il suo cuore, con lo slancio dei suoi vent’anni, già oltre gli ostacoli. Non le manca l’impegno. Pamela ama la sfida. Pamela ha il cuore rubato.

Pamela vive sul filo di una lama, capace di esprimersi con le parole degli altri. Pamela si fida del mondo, vive col cuore aperto. Pamela è un’anima bella.

Pamela è la migliore giocatrice di calcio della sua leva. Pamela ha un destino di eccellenza. Pamela ha compreso dello sport quel che lo sport insegna: a metterci l’anima.

Pamela entra ad “Amici”. Pamela sogna un’altra sfida. Pamela non ha mai studiato canto. Pamela piange, disperata – chi ne capisce il talento? Pamela finisce nel tritacarne di Rudy Zerbi, che la osteggia. Pamela si riprende, avrebbe il tempo per recuperare, qualcuno le dà una mano.

Pamela arriva all’esame di sbarramento – una verifica che non verifica niente, una pagliacciata che serve solo a far fare passerella a quei cantanti e ballerini che è già deciso debbano arrivare al serale, alla faccia del pubblico, che non è nemmeno interpellato. Pamela non vorrebbe cantare, tanto sappiamo già tutti come deve andare a finire. Pamela canta, lo stesso, ma con l’anima sdrucita, canta sbagliando, canta facendosi seppellire dall’emotività. Pamela non canta, piange.

Tutti intorno a Pamela non capiscono. Tutti sono freddi, insensibili, tutti vogliono solo che canti una canzone. Nessuno ha provato a farle cantare la sua anima.