Chiara Civello-Shaggy, “Io che non vivo” (Pino Donaggio): stasera s’è capito come mai i cantanti rap cantano rap e basta. Non sanno cantare. Un invecchiato e imbolsito Shaggy fa uno schifio accanto ad una esterefatta Civello. Forse perfino le parole erano sbagliate. Imbarazzante il momento in cui lei balla al ritmo della voce di lui, come una bajadera. Insomma, “Amici” ci ha abituati meglio. C’era proprio necessità di Mr Boombastic per fare una schifezza così? Bastava anche uno preso a caso nelle strade di Sanremo. Voto: 3

Samuele Bersani-Goran Bregovic, “Romagna mia” (Secondo Casadei): effetto circo di provincia per un pezzo immortale, reinterpretato in modo sbarazzino e sicuramente molto originale. Bregovic, che Morandi nemmeno sapeva chi fosse, ha lo stile del pazzo e sorride, armeggiando con una mezza pianola, mentre le sue due anzianotte coriste fanno del loro meglio (o peggio, a seconda dei casi). Almeno non c’è nessuna pretesa. Voto: 6 1/2

Nina Zilli-Skye, “Grande grande” (Tony Renis-Alberto Testa): una delle due sembrava Tracy Spencer (indovinate chi). La Nina tenta di fare la Mina (mai prima una lettera ha fatto tanta differenza), la Skye orfana dei Morcheeba invece non imita la Bassey. Almeno, ha quel che si chiama personalità. Seppur rispettosa della tradizione e della linea melodica, Skye ci mette del suo, pur dominata dall’emozione (che, in effetti, non ci si aspetterebbe da un’artista che ha cantato dovunque). Voto: 7 1/2

Matia Bazar-Al Jarreau, “Parla più piano” (Nino Rota-Gianni Boncompagni): pura magia, commozione altissima. Tre voci diverse e tre storie artistiche lontane e diverse che s’incontrano e realizzano insieme qualcosa di straordinario, felicissimo. Piero Cassano e la Mezzanotti meriterebbero di cantare sempre in questo modo. Se i Matia Bazar fossero nati non a Genova, ma a Boston, sarebbe stata tutta un’altra storia. Se la serata finisse qui, sarebbe valsa la pena di guardare cinque giorni di “Sanremo”, anche per un povero commentatore come me, che qualche volta è contento di vedere su quel palco passare la storia della musica. Voto: 10

Emma-Gary Go, “Il paradiso” (Mogol-Battisti): Gary è sorprendente – per essere uno che piace a Garrison, sa perfino cantare. Dimostra, se fosse necessario dimostrarlo, che si può essere cantante pop e saper cantare davvero, e non fidarsi solo di una voce dal timbro originale o di un look ammiccante. Morandi li vede affiatati: lo sa che Emma (oggi tornata in forma – cioé un po’ svociata, soprattutto quando canna tutta “Wonderful”) è praticamente sposata? Voto: 7

Arisa-José Feliciano, “Che sarà” (Franco Migliacci-Jimmy Fontana-Carlo Pes): mamma che emozione. Canta con la voce spiegata Arisa, che mostra le sue doti di potenza; Feliciano è, al solito, straordinario, capace di meraviglie con le corde della sua chitarra. Spero che lei sappia che fortuna eccezionale le sia toccata. Voto: 10

Francesco Renga-Sergio Dalma, “Il mondo” (Gianni Meccia-Jimmy Fontana-Carlo Pes): forse qualcuno, meno serio di me, si sarà perso ad ammirare i due bei tomi che hanno cantato. Ma io non sono mica un commentatore del “Più bello d’Italia” e non dirò che Sergio Dalma è un figo eccezionale. Parlerò solo di musica, com’è mio solito, e non aggiungerò che Ambra è proprio fortunata ad avere un tronco di pino tale quando torna a casa, tardi, dal lavoro. Io al massimo, quando rientro, ho la tv accesa dalla notte prima e l’ENEL ringrazia. Voto: 30 e lode (per la figaggine), 8 (per il resto) (Però, il Dalma canta troppo bene – adesso controllo se è sposato su wikipedia…)

Lucio Dalla-Pierdavide Carone-Mads Langer, “Anema e core” (Salve D’Esposito-Tito Manlio): il danesino (continuo a preferire, comunque, la Spagna, che è anche nell’euro, almeno fino ad oggi) è bravo, Pierdavide (non me ne vorrà la Piersorella, che qui fu davvero un tantinello pesante qualche tempo fa) fa una brutta figura (l’arrangiamento non lo facilita, probabilmente), che diventa bruttissima, dopo una evidente stecca presa nella seconda parte. Forse poca preparazione, forse qualche problema tecnico, ma la brutta impressione resta. Voto: 4 (per Pierdavide), 7 1/2 (per Mads) (Ah, purtroppo ho saputo che Sergio è sposato e ha un figlio; la tristezza m’ha invaso!)

Irene Fornaciari-Kerry Ellis-Brian May, “Uno dei tanti” (Carlo Donida-Mogol): splendida versione di un successo di Joe Sentieri e Tony Dallara, che fa anche bene ricordare. Soprattutto la parte inglese funziona, grazie anche alla chitarra (anche questa magica) di May. La Ellis è davvero in grandissimo spolvero. La Fornaciari, più decisa che nel suo inedito, fa qui una discreta figura e poi si mette a piangere (forse ha notato che l’Inglese ha più voce di lei). Voto: 8+ (Aggiornamento: google mi dà qualche speranza: pare che Sergio sia divorziato! E menomale) (Aggiornamento 2: c’è un ex cantante di “Amici” il quale sul suo facebook ha postato: “Maria Giovanna Elmi canta proprio bene”)

Marlene Kuntz-Patti Smith, “Impressioni di settembre” (Mogol-Mussida-Pagani): bella e convincente interpretazione del successo della PFM da parte di una Smith cerebralissima e dei Marlene più tranquilli rispetto alle prime due serate. Lei prende poi la scena completamente, finendo perfino per recitare due o tre versi, anche se non imperdibilissimi. Voto: 7/8 (Aggiornamenti: sempre lo stesso ex cantante ha postato proprio qualche secondo fa: “Patti è bravissima, ma la barba poteva farsela meglio”, ma dico io, sarà l’influsso di Zanforlin?) (Aggiornamenti 2: Dalma non sembra presente con un profilo personale su facebook – è una vera ingiustizia)

Loredana Bertè-Gigi D’Alessio-Macy Gray, “Almeno tu nell’universo” (Maurizio Fabrizio-Bruno Lauzi): Macy sotto tono, regge tutto il peso della canzone più importante per lei la Bertè. D’Alessio entra in punta di piedi e lascia alle due ogni compito di riportare alla memoria ciò che nessuno di noi ha mai dimenticato. (Aggiornamenti: sempre l’ex cantante di “Amici” ha scritto: “Macy la prossima volta solo Gazzosa però”) (Aggiornamenti 2: Sergio, chissà, magari arriverai da solo su questo sito…)

Eugenio Finardi-Noa, “Torna a Surriento” (Ernesto De Curtis-Giambattista De Curtis): stranissima versione con la cantante della pace a cantare in napoletano e il Finardi a fare il verso, con arrangiamento rock, a Elvis Presley. Per Noa non è la prima volta, mentre lo è, e si sente, per il povero Eugenio, che fa una fatica folle a seguire l’inglese. Forse si poteva chiedere qualcosa di nuovo e originale a Noa, che peraltro in Italia è molto a suo agio, dato che ha anche partecipato al Sanremo del 2006, come cantante in gara, non riuscendo ad arrivare in finale, ma ottenendo il premio della critica (con “Un discorso in generale”). Voto: 5+

Dolcenera-Professor Green, “Vita spericolata” (Vasco Rossi): Dolcenera non sembra particolarmente tranquilla, ma in effetti canta con i lupi (a parte il bel rapper biondo e tatuato – insomma, mica male anche lui, certo Sergio era un’altra cosa, ma posso anche accontentarmi) e nel frattempo ha fatto karaoke per tre o quattro ore, a quanto pare. La sua interpretazione è notevole, ma troppo vaschista, anche se con qualche variazione interessante. Professor Green interviene col rap a metà canzone ed è efficace. Lo smash funziona, perfino fin troppo. Voto: 9 (Aggiornamenti: non posso aggiornarvi sullo stato dell’ex cantante di “Amici”, perché, contento della presenza di Dolcenera, ne ha approfittato per qualche bisogno fisiologico)

Noemi-Sarah Jane Morris, “Amarsi un po’” (Mogol-Battisti): un po’ di rosso (forse un po’ di più di un po’) sul palco, ma non tanto feeling, anzi qualche difficoltà emotiva, soprattutto da parte della parte italiana del duetto. Del resto, la scelta della canzone non è particolarmente azzeccata. Noemi non pare godersi il momento. La Morris è inarrestabile e a Sanremo ha già fatto sfraceli, come racconta Morandi, quando ha vinto con la versione inglese di “Se stiamo insieme”. Voto: 6-

 

P.S.: spero che l’ex cantante di “Amici” non mi citi in giudizio. Tra l’altro, io lo amo profondamente. Non ne svelerò il nome, ma non è sardo. Giusto per chiarire.

P.P.S.: se Sergio passasse di qui, lasci pure i suoi recapiti e verrà prontamente richiamato. Ho anche comprato una scheda telefonica internazionale.

P.P.P.S.: non faccio la stessa proposta all’ex cantante di “Amici”, soprattutto perché è fidanzato.