Ma perché, dico io, tutti i partecipanti a quella puzzoneria che è diventata “Amici” si sorprendono, si meravigliano, si adirano, stigmatizzano il comportamento di Gerardo Pulli? Ma perché… Ragazzi, svegliatevi!

Non serve assolutamente a nulla criticare qualcuno che non capisce nemmeno le critiche, anche perché probabilmente gli difetta la conoscenza dello strumento col quale si comunica – la lingua italiana. E’ molto meglio usare i comportamenti! E tra l’altro sarebbe anche istruttivo per tutto ciò che ruota intorno a Gerardo e al suo fenomeno. Ma come, direte voi. E io: tranquilli, ché vi spiego subito!

Allora, prendiamo te, caro Carlo Alberto. Tu che hai questo nome così figo, tu che non ti bagni mai quando piove, perché porti l’ombrello al posto dei capelli (questa l’ho rubata ai nemicidimaria, ubi maior…), la prossima volta che vieni giudicato da Fio Zanotti e lui ti dice che è meglio il Pulli, la Maja Desnuda e Pinocchietto-fa-il-mestiere, tu non guardarlo nemmeno e, mentre parla, comincia a strabuzzare gli occhi, sbattiti le mani sulle orecchie e comincia a gridare: “babababababababa”, come se non volessi ascoltarlo. E ovviamente non starlo a sentire. Tanto cosa può dire di fondamentale lo Zanotti? Al massimo, le stesse opinioni che ci ha lasciato nelle ultime due puntate – dunque, il nulla.

E, allora, bell’Ottavio che infiammi il cuore di tutte le Foggiane, tu che scolpisci la pettinatura come Michelangelo il marmo, tu che hai dato una nuova e seducente figura al titolo di crooner e soprattutto hai insegnato il termine a Rudy Zerbi, la prossima volta che ti chiamano sul palco per cantare “Io sono ai tropici” (uno di quei successi che, cavoletto, bisogna imparare subito, perché altrimenti sei out), tu non cantare. Ti prego, non farlo. Ma, quando parte la colonna sonora, tu comincia uno strip-tease. Togliti la maglietta, almeno, prima che Zanforlin ti blocchi. Ah no, scusa, lui no. Al massimo, lo fa la guardia del corpo di Maria (quello dai begli occhi dietro la De Filippi).

E tu, Francesca, tu che volteggi tranquilla sulle punte leggiadra, tu che, poverina, dici una cosa e ne pensi un’altra, secondo la vulgata amiciana degli rvm (come se la coerenza tra atti e parole fosse una tipica caratteristica di tutti coloro che partecipano ad “Amici”, ed infatti il Pulli, dopo aver buttato nel cesso la tutina sudata di Jonathan, gliel’è andato a dire subito!), o Francesca, dall’altera figura, quando la prossima volta Cannito col livore dell’amante abbandonato ti lancerà un altro strale, pensando di farti male, tu sai cosa devi fare? Con un balzo felino e un’agile mossa, sali sul banco e fai l’appoge su José, ché, secondo me, tra l’altro, sarebbe una mossa utile a contribuire al vostro riavvicinamento e magari anche qualcos’altro. Vero è che è sposato, ma almeno non siete parenti. (Questa battuta sarà compresa solo da due lettori).

Tu, invece, Nunzio, splendido corifeo della danza garrisoniana, tu che interpreti il ruolo del nanetto come del prince cavaliere azzurro, tu che hai dato una nuova forza all’idea che la danza è di tutti e non solo delle divinità scolpite d’addominali e tricipiti poderosi, tu, mio caro, la prossima volta che la Celentano ti apostrofa con dure parole, facendo leva sul tuo fisico minuto, semmai sensuale, tu gettati a terra, trascinati piangendo fino al bancone dei giudici di canto e poi gettati sul grembo della nonna Mara e gridale: “Nooooonna, nooooonna, quella lì mi fa le brutte facce e io PIAAAAAAAANGOOOOOOOO”.

Ragazzi, per favore, fatelo per me. Datemi un motivo per continuare a vedere “Amici”.