La tristezza invade i probabili milioni di spettatori davanti alla tv a vedere l’avvio della nuova edizione di “Amici”. I nove cosiddetti big, alcuni dei quali, onestamente, tanto big non sono, occupano un’intera manche a cantare cover. E ci sta.

Ma le cover potevano essere anche scelte con un po’ d’originalità. E invece cosa succede? Succede che ascoltiamo per l’ennesima volta gli stessi cantantini (dalla personalità fantasiosa, evidentemente) cantare le stesse canzoncine. Sempre, sempre, cantava Lisa a Sanremo qualche anno fa. Alla faccia del meglio cambiare, no?

E così, con una sorpresa veramente clamorosa, Annalisa canta la solita, noiosissima “It’s oh so quiet”. Credo che l’avesse fatto perfino quando è entrata la prima volta nella scuola, l’anno scorso – NON (è da sottolineare) trent’anni fa. E, tra l’altro, fa come sempre una figura pietosissima, tra sospirini e gridolini. Poco ispirata, anzi (diciamo la verità) fallosa. Eppure, come sempre accade in quello strano posto che è “Amici”, sembra che nessuno se lo ricordi. Anzi, l’orchestra apprezza – naturale, ha il pregio dell’ovvio.

E così, anche Virginio Simonelli decide per un’opzione inaudita: canta “Viva la vida”. Ma dai, che bravo: finalmente una canzone nuova… ah, no, scusate: l’avrà fatta quindici volte l’anno scorso. Un po’ come se Emma avesse fatto, come cover, “Calore”, che, essendo l’unico pezzo che le veniva decentemente, veniva ripetuto ad ogni puntata del serale.

E vogliamo parlare di Karima che sceglie la Houston? Non l’aveva fatto anche nella finale persa con l’Angelucci? L’unica variante è che Whitney è mancata… E Antonino che fa “Imagine”? Gli appassionati del genere gliel’han sentita fare sessanta milioni di volte. Credo di averla anche registrata. Bravo, non c’è che dire (i giochi con le mani, invece, una ciofeca colossale) – però stra-sen-ti-to.

Ovvio che in questa fiera dell’ovvio dovesse venire fuori un medley di Aretha per la Amoroso (ma dai, pensavo che, già che c’era, potesse studiarsi una canzone nuova, che ne so? “Geeg robot d’acciaio”). Pierdavide, invece, ha preferito non cantare. Ah, dite che ha cantato? A me pareva che stesse bofonchiando in barese stretto, forse per comunicare subliminalmente con Antonio Cassano.

Insomma, in tutta questa esaltazione del lapalissiano, si salvano solo in due: Marco e Valerio. E naturalmente sappiamo tutti com’è andata a finire.