Non vorrei dire che me lo sentivo. Però, non era possibile, diciamocelo, che andasse diversamente. Un tempo, avevo detto che la strada di Valerio è sempre stata in salita e probabilmente lo sarà sempre. Temo di essere stato terribile profeta. Vorrei non averlo mai pensato, in quella maledetta notte in cui Mr. Scanu fu eliminato a Sanremo, anche se poi fu giustamente ripescato e vinse meritatamente.

Al tempo mi assalì tutta una ridda di ipotesi inutili sui motivi per cui era successo l’imponderabile – due cantanti eliminati su una ventina, lui tra loro. Un evento statisticamente impossibile, giusto per essere chiari, soprattutto perché altri, invece, andavano avanti con il vento in poppa, le recensioni entusiaste, i giornalisti pennivendoli pieni di aggettivi coniati lì per lì.

Stasera, dopo essere stato a malapena sveglio nella noia mortale del Sanremino defilippiano, sono nello stesso stato d’animo di due anni fa. Passa il tempo e il mondo resta sempre uguale a se stesso. Bastano due voti di una giuria di qualità, dove chi siede sfugge a un qualunque controllo qualitativo, e il migliore della serata viene eliminato – anzi, lo si cerca di cancellare per ben due volte. Una follia, una vera crudeltà.

Ma soprattutto che senso ha. Che senso ha affogare nella melma di “Amici”? Nei miseri giochetti che salvano, guarda caso, l’Antonino sponsorizzato dalla Maionchi, grazie alla golden share! Mamma mia, se n’era persino dimenticata Maria. Un meccanismo ordito con perfezione assoluta per mettere fuori chi vale, in modo da togliere dalla gara o Valerio o Marco.

Stanotte credo che “Amici” come l’ho vissuto per anni, l'”Amici” del talento e del poveri-ma-belli, l'”Amici” dell’amicizia reale tra colleghi sia definitivamente finito. Le avvisaglie c’erano tutte, i sintomi del malessere pure. Ho provato a girarmi dall’altra parte, a non ricordarmi com’era stato trattato Luca Jurman, a far finta che la La Fortezza fosse stata eliminata perché aveva la faringite, e mille altre bugie mi sono raccontato, o mezze verità, con le quali ho riempito pagine e pagine di questo blog.

Ormai, quell'”Amici” che tanto mi faceva arrabbiare e gioire e che tanto mi divertiva ha cambiato pelle e la sua trasformazione non è più reversibile. Dall’arte al mercato, dal mercato al mercimonio, dal mercimonio a stasera.

Com’è possibile, però, non riesco a capacitarmene. Forse sono ancora più colpito, amaramente colpito, di Valerio, che ha accettato col suo solito sorriso, nemmeno imbarazzato, perfino le battutacce sui suoi capelli.

In tutto questo percorso di difficoltà, di strade in salita, di solitudine, di falsi amici, di trabocchetti, di crudeltà, ci sono solo sfide da affrontare, Valerio: tu sicuramente sarai forte e riuscirai ad affrontarle, io che ho il doppio della tua età stanotte mi sento avvilito, troppo avvilito stanotte per scrivere, per gridare al mondo quanto grande sia questa ingiustizia.

Domani, ricomincerò a lottare. Stanotte vorrei sognare un programma che non c’è più. E un cantante diverso dagli altri, capace dell’impresa più importante di tutte: quella di cantare d’arte.

 

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