Sembrava che si fossero redenti, finalmente. Sembrava che avessero ritrovato un minimo di professionalità. Sembrava che questi giudici tanto parziali e tanto prevedibili avessero voluto dare a tutti noi, che non li credevamo capaci di cambiare idea, una bella lezione.

La giuria tecnica, infatti, aveva (udite udite) salvato Marco Carta invece che Pierdavide Carone.

Il popolo della rete, già tutto pronto a mandare sms per sostenere il proprio paladino di tante battaglie, tutto quel pubblico che aveva in mano il cellulare e rileggeva inquieto il numero cui inviare il messaggino e il codice di Marco, tirava un sospiro di sollievo alla incredibile notizia. Qualcuno, sui blog, cominciava perfino a dire: “Ma vedi come siamo prevenuti, quelli sì che sono critici con la C maiuscola, sono delle brave persone, a me Coruzzi m’ha sempre fatto simpatia etc. etc.”

Ma, carissimi Cartini e Cartine, avete fatto i conti senza l’oste.

Passano dieci minuti, non di più, e una domanda di Mara Maionchi alla giuria tecnica (“come mai avete salvato Carta”) svela l’arcano, così come lo mette nero su bianco il sempre valido Laffranchi: “l’abbiamo salvato perché chiunque fosse andato al televoto con lui sarebbe stato sconfitto”.

Insomma, alla facciaccia della regolarità del voto, alla facciaccia di quello che è giusto a prescindere, i giurati di “Amici” scelgono come se fossero strateghi per facilitare i propri beniamini a discapito di tutto il resto. Scelgono, è bene dirlo, senza nemmeno ascoltare (perché, se l’avessero fatto, non avrebbero di certo votato per Carone, quando è stato loro richiesto un parere). Scelgono, è bene sottolinearlo, per partito preso.

Ma, ciò che è ancora peggiore, scelgono tutti insieme, tutti compatti, mettendosi d’accordo sui nomi da fare, sui cantanti da eliminare, su quelli contro cui affondare i coltelli affilati della critica: cioé, per dirla con una parola, sulla strategia da adottare.

Insomma, se qualcuno aveva ancora qualche dubbio sulla regolarità della gara in quel di “Amici”, stasera, seppure molto tardi, seppure dopo una serata noiosa, schifosa, indigesta, quel qualcuno ha avuto la riprova che NON esiste niente di regolare in quella trasmissione.

Che il voto della giuria cosiddetta tecnica è tutt’altro che tecnico.

Che il voto della giuria cosiddetta tecnica è al più telecomandato.

E, cosa più importante di tutte, questa serata conferma una volta di più che

AMICI E’ UNA PUZZONERIA.