Luca Dondoni è, bontà sua, assai famoso. Scrive su un giornale, e di quelli importanti, ed è ospite fisso di “Amici”. Qualcuno, poche settimane fa, gli fece notare (a “Tv Talk”) che fare la critica ad una trasmissione televisiva alla quale si partecipa è un po’ complicato per evidenti ragioni di conflitto di interessi. Lui abbozzò, disse quattro parole a caso, delle quali nessuno osò comprendere il reale significato; vedendolo in difficoltà, quel gentiluomo del conduttore, Massimo Bernardini, calò il classico velo pietoso.

Ma il Dondoni non è uomo da mandarle a dire. Quando si infervora (soprattutto su twitter), si infervora. Peccato che cerchi di difendere l’indifendibile, come le decisioni molto poco comprensibili della giuria “tecnica” della quale fa parte.

L’ultimo pezzo in ordine di tempo, infatti, uscito sul suo blog da infiltrato in “Amici” cerca, non trovandone nemmeno una plausibile, una scusa qualsiasi per il pasticciaccio fatto dal suo sodale Laffranchi, che con un’improvvida uscita in diretta televisiva ha chiarito nero su bianco in cosa consista il lavoro di quei sette allegri simpaticoni dietro il plexiglass: giudicare per partito preso, senza nemmeno ascoltare un attimo, i cantanti che appaiono sul palco della trasmissione, qualche volta addirittura prendendo accordi, come in un gioco di strategia.

Peccato che loro siano giurati, non concorrenti del “Risiko!”, ma si sa, le differenze sono discutibili: se Gerardo si può definire un cantante (anche quando imita Vasco che imita Elisa – parole del Dondoni, absit iniuria verbis), tutto è possibile, anche sostenere che la gravità non esiste e che, se butto in aria una mela, quella non cade, ma anzi svolazza allegra per l’aere. E peccato se Isaac Newton ci resterà male a sentirlo dire.

L’argomento forte su cui il pezzo è costruito è che loro sono giurati, non tifosi. A leggerli o ad ascoltarli, in effetti, si capisce esattamente il contrario. Sono ultras, quasi esagitati, e farebbero qualsiasi cosa per sostenere i loro preferiti. E, tra l’altro, sono pagati per farlo e nemmeno usano il cellulare per mandare sms.

C’è tra loro chi vorrebbe vietare il televoto alla Sardegna, c’è chi dice che un’eliminazione è prevista (come se ci fosse un copione da rispettare), chi sostiene che un cantante o una cantante non abbia appeal, leggasi non sia simpatico/a, c’è chi si esibisce davanti alle telecamere in mossette e mossettine,  c’è perfino chi fa “tié”. Insomma, non si sapesse che è “Amici”, lo si potrebbe prendere per la villa di Arcore.

E in tutto questo, le scuse di Dondoni non attaccano proprio per niente: lui, addirittura, s’era assentato con la mente durante la trasmissione e a domanda precisa, fuori da copione, aveva risposto con un nome a caso, quello di Pierdavide, che non c’entrava niente (anche se, è da dire, il Dondoni insiste a chiamarlo “Pier Davide” per tutto il pezzo – e pensare che il Carone è anche tra i suoi favoriti).

Quasi quasi passerebbe inosservato come Luca Dondoni utilizzi il latino in modo approssimativo. Gli scappa scritto (ma non è la prima volta che gli capita uno sfondone del genere):

“Ecco allora l’uso del “grano salis””,

quando chi mastica la seconda declinazione (studenti di quindici anni) sa bene che “grano” è un ablativo e dunque, quando manca del “cum” che lo introduce, bisognerebbe scrivere “granum salis”. O come strapazzi anche la propria lingua in modo non così decoroso anche per un tifoso, utilizzando in modo non esattamente perspicuo espressioni orecchiate, ma non comprese fino in fondo:

Qui, come di consueto scriverò di quale sia stata la “cifra stilistica” [sic] che ha contraddistinto lo show in termini musicali.

o abusando delle preposizioni, povere piccoline:

Evidente… come per i fan obnubilati dall’amore per l’uno o per l’altra, tutto ciò sia stato per alcuni incomprensibile, da stigmatizzare.

o facendo scempio dei possessivi:

Uno/a tifa per un artista che si fa “passare” perché fortissimo al televoto e allora prende la scelta come una “diminutio” nei suoi confronti [nei confronti di chi, di grazia? Dell’artista o del tifoso?].

o dei pronomi relativi (non riuscire a distinguere luoghi da tempi!):

durante una puntata dove la gara, lo spettacolo della musica, le esibizioni di “giovani” e “big” rischiavano di passare sotto traccia

o impiegando giri di frase insensati, perlomeno in italiano:

stiamo parlando di un programma televisivo con uso di spettacolo [come se un programma tv fosse una doppia d’albergo uso singola]

o bellissimi anglismi da prima elementare:

si realizza [invece che: “ci si rende conto”] che questi cantanti sono arrivati ad “Amici” dopo aver passato selezioni durissime.

Del resto, non ci dovremmo nemmeno stupire – “Amici” è una puzzoneria.