Paolo Giordano è abbastanza noto a tutti perché io debba spiegare ai miei lettori chi è. E già questo sarebbe inspiegabile, vista la caratura del personaggio, che è un semplice giornalista musicale di un quotidiano non particolarmente di successo come “Il Giornale”.

Che sia diventato famoso è, d’altronde, un fatto incontestabile. Eppure non ha scritto un bestseller, non conduce una trasmissione giornalistica di alto profilo, non ha fatto (almeno recentemente) uno scoop che gli abbia regalato notorietà. E’ semplicemente uno dei giurati fissi (inamovibili) di “Amici”. Punto e basta.

Le sue pagelle sulla trasmissione appena finita sono, però, un pezzo fantastico, come alcune sue risposte piccatissime. Ma, in particolare, vorrei soffermarmi su un dettaglio. Di Gerardo Pulli, fresco vincitore di quest’ultima edizione (sostanzialmente grazie al regolamento che l’ha sempre difeso dal televoto, sia durante la trasmissione pomeridiana sia durante le puntate del serale), il Giordano sostiene di avergli sentito dire “cose di una stravagante complessità” che addirittura lo avrebbero “stupito positivamente”.

Da fonte fededegna, siamo riusciti a sapere delle dichiarazioni fondamentali del Pulli: era la ricetta della bagna cauda.