“X-Factor” è sempre stato presentato dalla critica giornalistica (non quella prezzolata dalla De Filippi) come il contraltare di “Amici”. In genere, si vedevano del programma solo i lati positivi, fino a raccontare della sua trama fantasie, appunto, costruite ad hoc. Ma di questo ho scritto ampiamente, in tempi non sospetti e quindi ora non mi si potrà fare la morale, se si è scoperto che pure loro, i fighetti della tv musicale, sono un po’ marci dentro, perlomeno allo stesso modo della tv discografico-dipendente delle varie Emme e Loredane.

Mi riferisco, come molti non sapranno (mica gli ascolti di “X-Factor” sono mai stati quelli di un successone, intendiamoci), alle ultime polemiche che hanno inseguito e ancora adesso inseguono alcuni dei giurati della trasmissione.

In realtà, l’ultima puntata, andata in onda giovedì scorso, s’è conclusa con la buona notizia dell’eliminazione dei Frères Chaos, il duo più assurdo mai capitato sul palcoscenico del programma. Il problema non è tanto che siano stati cacciati dal pubblico da casa che ha votato, di fronte ad un pareggio tra giudici, quanto il fatto, che di per sé dovrebbe sembrare inaudito, che quei due figuranti siano stati ammessi alla gara. Stonati fino al midollo, poco assortite le due voci, i due fratelli si sono mossi sulla sottile linea che distingue la canzone dalla baracconata, la musica dallo spettacolo di varietà: al massimo, per quel che loro hanno fatto vedere, sono degli “artisti”, ma molto, ma molto meno dei “cantanti”, che, come esige l’etimologia della parola, dovrebbero saper cantare.

La notizia, insomma, non è che i Frères Chaos, protetti di Arisa, siano stati eliminati: la notizia è che sono arrivati, nonostante tutto, addirittura alla sesta puntata.

Poi, però, s’è capito come mai i due fratellini sono stati così tanto sopportati: si temevano le loro polemiche al momento di una possibile esclusione. E puntualmente queste polemiche hanno fatto capolino.

Prima ci s’è messa la povera Arisa (onestamente, ha fatto scelte tragiche: avesse scelto un gruppo non dico valido, ma almeno decente, avrebbe fatto meglio di Ruggeri), che, non avendo capito l’esito della gara, è salita sul palco a festeggiare e s’è trovata invece cacciata pure lei (non le è rimasto neppure un concorrente). E come tutte le persone ingenue c’è rimasta di sasso.

Poi, però, ci si sono messi i due fratellini, che, a quanto pare, hanno spintonato la loro giudice e, in un secondo tempo, quando la trasmissione s’era chiusa, si sono infilati in una polemica piuttosto grave verso i giudici e il programma.

Nella trasmissione che segue “X-Factor”, intitolata “Extra-Factor”, condotta da Max Novaresi (a proposito, che bravo che è), Arisa ha sbottato e ha dichiarato che la Ventura appare troppo tranquilla quando i suoi vanno al televoto. In pratica, ha insinuato che la sua collega sia in grado di influire su qualche call center per raccogliere voti per i suoi protégé, anche al di là del loro talento.

Ovviamente, la Ventura, della quale si può dire di tutto tranne che affermare che sia una sprovveduta, ha reagito belluinamente. D’altra parte, le due si erano già da tempo trovate poco simpatiche: mentre si svolgevano i provini per questa edizione, le due si sono trovate spesso su sponde opposte e sono sovente volate parole grosse. Poi, lo spettatore più attento si potrà chiedere se certi litigi siano da copione oppure abbiano motivazioni personali. Nel caso, trattandosi di “X-Factor”, nessuno ha la verità in tasca.

A quel punto, i Frères Chaos, evidentemente delusi dall’eliminazione peraltro patita al televoto, si sono messi a fare una sceneggiata (soprattutto l’ometto tra i due) che forse sarebbe stata meno violenta, se fosse stata gestita dai suddetti con meno emotività: muovendosi come vipere ferite sul palco, lei stravaccata, lui in piedi, ma saltellando tipo elfo spiritato, i due hanno inferto, nonostante l’intervento rassicuratore di Tommasini, un colpo durissimo alla credibilità della trasmissione cui avevano partecipato.

Sono state le loro allusioni molto interessanti: se Arisa ci ha fatto capire che è facile cambiare il risultato di una trasmissione che non è seguita da miliardi di persone, ma da centinaia (e tutte identificabili), i Frères Chaos hanno aperto la caccia al giudice, raccontando che i quattro simpaticoni che scelgono i cantanti sono spesso solo dei simpatici burattini nelle mani dei vocal coach.

In particolare, parrebbe che la Ventura legga durante la trasmissione, quando le capita di dover commentare uno dei protagonisti, i resoconti che Paola Folli le farebbe avere tramite bigliettini, che uno dei Frères Chaos ha potuto leggere. Dunque, i commenti non sono costruiti lì per lì, sulla base dell’emozione che l’esibizione ha saputo suscitare, o della capacità di stare sul palco, o di quella di prendere le note giuste. I commenti dei giudici sono in realtà preconfezionati a tavolino: sono strategici, costruiti secondo la logica del “devo far vincere il mio cantante, e poco importa se fa schifo”.

Ah, e sì, signori miei, direi che è bene che questa verità su “X-Factor” (tra l’altro, ingenuamente confermata dal bravo Tommasini) sia sottolineata: l’unico intervento apparentemente umorale, quello del commento di chi giudica, è in realtà una pantomima che i quattro imparano quasi a memoria prima di intervenire durante la trasmissione.

E così viene un po’ a cadere il mito della diversità di “X-Factor”: a parte i numeri, che non sono MAI stati dalla parte della trasmissione, il resto fa impallidire. La Ventura che pagherebbe per far andare avanti i suoi (e tra l’altro, visto che non servono numeri eccezionali, ci spenderebbe anche poco), tutti i giudici che si fan suggerire la strategia giusta dai vocal coach per far andare avanti non i più meritevoli, ma i propri cantanti.

In ultima analisi, verrebbe da chiosare: si scrive “X-Factor”, si legge “Amici”.