Cixi, “You need me, I don’t need you” (Ed Sheeran): in difficoltà con il ritmo troppo veloce (il testo s’è perso in pratica quasi completamente), Cixi lascia la gara con una prova non adulta, confermando le buone dote vocali, magari la scarsa agilità, ma la scarsa personalità. Canzoni come questa, quasi tutte ritmate, non sono per niente adatte alla sua voce che si apre facilmente nelle ballad. Questo simil-rap si sarebbe adattato più a Ics. Purtroppo, così, ci si taglia le gambe da soli. Cixi ha tanto da crescere, ma soprattutto da maturare i propri mezzi tecnici ancora troppo acerbi. D’altra parte, ciò si conferma con la gigantesca stonatura con cui inizia anche il suo inedito: se così si pensa di vincere “X-Factor”, è veramente troppo, troppo poco.

Chiara Galiazzo, “Teardrop” (Massive Attack): scelta facile per la finale, una canzone famosa, strafamosa. Dopo il mezzo passo falso con Ciampi, Morgan punta sul sicuro. Lei non è così originale, adeguandosi al modello perfettamente, con qualche sbavatura, soprattutto nel finale, un po’ impreciso. Una prova normalizzata che legittima la vittoria finale.

Davide Merlini, “Spaccacuore” (Samuel Bersani): impreciso nella parte alta, altrimenti scolastico, forse per la preoccupazione. Una interpretazione piattissima, senza personalità, quasi da temino svolto. Morgan glielo fa notare, con una certa crudeltà, ma senza dirlo a piene parole.

Ics, “Smooth Criminal” (Michael Jackson): incappa nella sua peggiore performance. Completamente senza voce, malandata perfino la parte rap, scritta male e di fretta, assurdamente appiattita sulla canzone. Siccome se l’è cercata, è anche peggio di quel che sembra. “Smooth Criminal” è una canzone da gente che urla e che ha voce: altrimenti, diventa una stupidaggine, ciò che capita a questa versione tremenda.