Sono anni che scrivo questo blog. Sono anni che ci torno per riprendere il filo dei miei pensieri. Nel frattempo è successo molto e nulla nella mia vita: quasi tutto negativo, e non voglio essere pessimista – sono solo realista, come sempre.

E allora, in questa giornata triste (piove dovunque, ed anche piove bisogno d’amore), dopo un’intervista disperata e franca di Valerio Scanu, torno qui per dialogare con me e forse anche con lui, se avrà la bontà di leggermi. Non mi nascondo che ho abbracciato con entusiasmo questa mia avventura, e ho lasciato che da queste pagine emergessero la mia passione e le mie passioni. Non nascondo nemmeno che una, e grandissima, è stata ed è l’attenzione con cui ho seguito Valerio Scanu.

Sono anni che questo blog è diventato per necessità (una necessità d’anima) un modo per lasciare traccia del mio ascolto di Valerio. Non è stata una cassa di risonanza per lui, che non se n’è mai davvero giovato. Semmai è stato il contrario: è Rembò/ Lewis C che gli deve molto, anche in termini di visite – non che questo sia stato il mio pensiero principale, anzi forse non è mai stato nemmeno un mio pensiero tout court.

Sono anni che lotto, con le mie recensioni, in difesa della bella arte, della bella musica, per difendere la bella voce, per proteggere, finché è possibile, Valerio. Non ho inseguito i numeri, ma solo le mie idee (come lui), a costo di viverle fino in fondo (come lui). Non ho cercato di far quadrare dei conti, ma di essere fedele alla mia linea.

Leggere le parole di Valerio oggi mi ha fatto male. Forse sarà stata una goccia in più nel mare dell’amaro. Forse sarà stata anche una piccola cosa, intendiamoci, rispetto all’eterno. Ma questo suo sfogo poco mediato, come al solito, me lo fa vedere ancora percorrere una via simile alla mia, sempre in salita, sempre alla ricerca della salvezza.

Ci sono tante caratteristiche che mi uniscono idealmente al suo mondo e per questo motivo non posso che venire qui e cercare, inutilmente, di spiegare con le parole ciò che non riesco nemmeno a mettere nero su bianco dentro me. Chissà quanti di noi hanno attraversato momenti come questo. Chissà quanti, senza che noi lo sappiamo, vivono anche situazioni peggiori.

Eppure, vedere qualcuno che con coraggio, rischiando il tutto per tutto, combatte anche le mie battaglie mi rende fiero d’averlo fiancheggiato, di aver scritto per lui, di aver parlato della sua musica e della sua Voce e di continuare a farlo.

Mr Scanu, la coerenza non vuole un premio: non c’è gratificazione necessaria nella virtù, se non nella virtù stessa. Per cui, se la strada è in salita, percorrila con serenità. Sii sempre te stesso (anche perché come potresti essere altrimenti). E il male che hai raccolto (potrei farne l’elenco io stesso di quanto ti è successo in tutto questo tempo, dal trattamento mediatico ad “Amici” al “cucciolo di presunzione” che ancora oggi ti pesa addosso, dalla casa discografica ballerina ai fan presuntuosi che perfino qui sopra hanno dato il peggio di sé) un giorno diventerà ricordo. E tu vivrai felice, anche per essere cresciuto in fretta in questi anni.

E ricorda che, se il tempo non ha limiti, è però altresì vero che cura i lividi e le ferite, soprattutto se è percorso con l’amore di chi ti sta intorno. Ed io, nel mio piccolo, qui su questa pagina che conta così poco numericamente e così tanto per il mio cuore, ci sarò a vederti rinascere cento volte e cento altre.

Scrivo quando ancora l’avventura è in corso. Non so come andranno le cose. Ma, comunque vada, Valerio, tu hai fatto già la storia: e so che il tempo tra di noi sarà eterno, come eterne sono le belle anime.

In fede, Rembò/ Lewis C.