Un anno fa, usciva da “Amici” un cantante portoghese di grande talento, Ruben Mendes, poco prima del serale. Ma non era perché la commissione lo ritenesse non adeguato (anche perché sarebbe stato abbastanza improbabile, visto che era ritenuto il migliore), ma perché la casa discografica aveva deciso di cominciare a lavorare sul suo disco da subito.

Oggi, Maria De Filippi lo riospita, a quasi un anno di distanza, e finalmente il suo primo disco è finito.

Nonostante tutto l’apprezzamento che si può avere per lui e per questo lavoro, che si spera sia all’altezza del molto tempo impiegato per realizzarlo, purtroppo resta da rispondere a qualche domanda. Perché una casa discografica “normale” (come si dovrebbe ritenere la Universal) ha deciso di non lasciare che il cantante potesse partecipare al serale?

Un percorso di qualche mese in tv avrebbe consentito una maggiore visibilità e un ritorno pubblicitario molto consistente e senza nessun investimento economico gigantesco. Ora, fare pubblicità a questo disco sarà un impegno importante. Non basterà di certo un’ospitata di qualche secondo nella trasmissione che l’ha lanciato per risarcirlo di due-tre mesi di programmazione nel sabato di Canale 5.

E poi che senso avrebbe impedirgli di partecipare alla trasmissione sostenendo che Ruben doveva lavorare SUBITO al disco e poi aspettare UN ANNO per pubblicarlo o eventualmente per fargli un qualunque tipo di promozione?

Tiziano Ferro direbbe: “Non me lo so spiegare”. Tuttavia, una spiegazione potrebbe anche esserci: e se in questo modo il vincitore in pectore della scorsa edizione, il rapper genovese Moreno, fosse stato così facilitato a sbancare la scorsa edizione? Non sarebbe la prima volta che “Amici” accompagna il preferito della commissione e soprattutto della produzione in qualche modo alla vittoria finale.

E poi qualcuno sostiene che “Amici” è una puzzoneria. Qualche volta, gli slogan sono più veri del vero.