“Uomini e donne” ha attraversato tante e diverse fasi. Chi segue il programma fin dall’inizio sa che il talk-show iniziale è diventato poco alla volta un people show e che i tronisti da inamovibili oggetti d’arredamento si sono trasformati in iconcine dal breve futuro e dal destino imprevedibile e che poi, all’improvviso, sono diventati arzilli vecchietti alla ricerca di improbabili storie d’amore.

La parabola esistenziale di “U&D” s’è, come sempre, modellata sui gusti del pubblico, il quale ha decretato che il vecchio format non era più tollerabile e che vedere il solito modello scegliere la solita modella della solita agenzia del solito agente non era più cosa. E allora, complice un incontro fortunato e sfortunato a “C’è posta per te”, Maria la Sanguinaria ha deciso una trasformazione generazionale.

Fuori i palestrati, dentro i grigioricciuti; fuori le bamboline di diciotto anni, dentro le matrone dalla vita lunga e prosperosa. La trasformazione ha retto, in queste ultime stagioni, nonostante un vocio frastornante e fastidioso di gentucola bimbominkiosa che ancora sul sito facebook di “Uomini e donne” ogni tanto, in mezzo a migliaia di messaggi, cerca di far tornare in auge il trono classico, peraltro già umiliato negli ascolti da tanto di quel tempo che nemmeno far tornare la Balivo a Rai1 potrebbe fargli recuperare l’audience perduto.

Ma quest’anno, forse complice qualche dipartita di troppo tra i vecchi tronisti (e vecchi in tutti i sensi), Maria o la sua fantomatica redazione ha deciso una mezza rivoluzione. Basta over troppo over e via alla generazione di mezzo, i quarantenni ancora attraenti (lo dico perché ancora sto in questo range e parlo come Cicerone pro domo sua), le trentenni in calore. Dalle panciere ai reggiseni di pizzo, dal sandalo dottor-Gibot alle calzature da schiava: un piccolo maquillage, perlomeno sembrava poca cosa all’inizio della stagione, quando ancora tra gli altri c’era qualche antica faccia.

Ma poi s’è tutto andato chiarendo quando un po’ alla volta alcuni volti ultra-sessantenni sono stati fatti accomodare fuori dallo studio: c’è rimasta malissimo Angela favolosa cubista, che nemmeno è stata invitata alla prima puntata; altrettanto male ha preso l’allontanamento anche Rosetta, dalla quale, tra l’altro, tutto era partito; Remo Proietti è stato fatto uscire con poca grazia (e lui s’è ripreso una piccola rivincita, baciando irruente la stupita Cipollari); la Fierro, dopo aver dribblato le notevoli trappole dell’altro opinionista (del quale fare il nome sarebbe troppo), s’è dovuta arrendere all’evidenza, cioé al fatto che tutti le avevano fatto terra bruciata attorno.

E per rimpolpare le fila sfilacchiate del parterre ecco arrivare una schiera di trentenni rifatti, di quarantenni simpatici come due dita nell’occhio, tutta una genia di piccoli tronisti invecchiati, così da dare ancora qualche speranza ai fratelli Angelucci, quando saranno troppo antichi per entrare in una discoteca senza una raccomandazione.

Il programma, così com’è ora, però, non ha più l’allure di un tempo: chi vi partecipava poteva trovare compagnia, sostegno, un po’ di vita, quella botta della quale avevano raccontato con amabilità tutta loro Alberto Sordi e Bernard Blier qualche anno fa, nei loro ultimi anni d’attore. I primi partecipanti del trono over erano timidi, simpatici, con tanta voglia di aprirsi al mondo e provare a tornare a vivere: bastava loro la bellezza di una telefonata ogni tanto, parlare con qualcuno di qualcosa, senza nessun sotterfugio, senza nessuna stupida fesseria da bimbominkia, senza profili di facebook, ma solo tanta, tantissima voglia di vivere e basta.

Di quel primo “Uomini e donne” resta solo la rosa bianca, che ancora appare sugli abiti dei cavalieri, ma che nessuno, proprio nessuno, usa più.