Sono stato, nella mia lontana giovinezza, tra i primi fan di Tina Cipollari: ero, lo ricordo sempre con grande calore, uno degli iscritti al suo primo (e unico, direi) fan club su yahoo. E scrivevo, molto spesso, su quelle pagine dalla mia antica posta elettronica. Conoscevo perfino personalmente il co-fondatore dell’associazione virtuale, che poi quei simpaticoni del sito decisero di cancellare. Io mi ci divertivo moltissimo. E al tempo Tina era assai divertente.

Esagerata, colorata, adorna di specchietti e strasse, dalla battuta pronta, era una donna cui si perdonavano anche i giudizi più sprezzanti, vista la sua ironia (che cominciava dalla propria persona). Poi, l’allontanamento dalla trasmissione e dall’universo della famiglia Costanzo, gli anni del dimenticatoio e il tentativo di riemergere grazie al “Ristorante” della Clerici, occasione affrontata con il piglio della grande e purtroppo sfumata proprio al fotofinish, poi il bel matrimonio (consumato in televisione) e i figli… Ed anche su queste pagine ho scritto a suo favore, pregando che fosse richiamata in trasmissione, a sostituire altri che non erano al suo livello.

Eppure quella opinionista tanto generosa con il suo pubblico ora sembra scomparsa. Quest’anno, in particolare nella querelle con Colomba Mecozzi, ha esagerato: anni fa, i suoi interventi erano ficcanti e ironici; ora, purtroppo sembra diventata semplicemente crudele.

Quando sul palco di “Uomini e donne” è finita Colomba, s’è subito visto che non era una sprovveduta. Certo, il fatto che uscisse con Antonio, uno dei senatori della trasmissione, abbonato, da anni, ad avventurette con tutte le donne sotto i quaranta giunte in trasmissione, non faceva propendere all’inizio per un giudizio positivo su di lei. Tuttavia, la donna fin da subito si faceva rispettare e preferiva aspettare prima di concederglisi.

E qui, mentre Colomba chiariva che non avrebbe ceduto se non avesse avuto la riprova delle intenzioni di lui, i due opinionisti, ma soprattutto Tina, cominciavano a ironizzare sul suo eccessivo perbenismo.

Da qui il passo verso altre considerazioni è stato breve. Colomba è rimasta trappola dello stesso meccanismo che in trasmissione ha infangato anche altri protagonisti “non allineati” e che puntualmente sono stati messi alla berlina dai due opinionisti e dalla cricca pseudo-vipparola che domina incontrastata. Bastano, nell’universo parallelo di “Uomini e donne”, poche parole, dette senza contraddittorio, di quelle che non possono essere smentite in trenta secondi, per lasciare un segno indelebile.

Come quando Barbara Santi fu definita “pericolosa” da un opinionista, solo perché raccontava i retroscena della trasmissione e metteva nei guai qualcuno che invece non poteva essere toccato. Anche Colomba, infatti, viene accusata, come prima la Santi, di avere intrapreso liaisons dangereuses, certo però con un pizzico di cattiveria in più, visto che le viene attribuito, senza che nessuno si scandalizzi, un amante sposato.

Lo fa Tina, più volte, sostenendo di “avere le prove”. E nell’antipatico tribunale all’incontrario della De Filippi, non è la presunta colpevole che viene difesa, ma la diceria, il pettegolezzo, la voce infondata.

Fosse capitato ad una donna meno scafata della Mecozzi, forse a Tina sarebbe andato tutto liscio e invece Colomba non è la “Colombina” vezzosa che dipinge ironicamente Antonio né la donna tutta un fascio di nervi che cerca di ridicoleggiare anche la rediviva Elga Profili (tornata all’ovile dopo aver preso una simpatica tranvata dall’uomo del quale s’era innamorata). Colomba è tutt’altro che una sempliciotta. Si difende, attacca, si trova perfino in tutto questo caos un uomo.

Cioé: esce come una vincente da un putiferio senza senso, emerso per una battuta infelice della Cipollari e che tutti, proprio tutti, si sarebbero potuti risparmiare.

E non servono le tardive difese all’operato di Tina da parte di un’altra senatrice del gruppo, la sempre piangente Gemma, peraltro smentitissima a stretto giro di posta (ma la smentita non viene, naturalmente, pubblicizzata in trasmissione) la quale tira fuori un’improbabile storia della quale arriva a dubitare perfino la stessa Maria. E non serve il parziale raddrizzamento del tiro da parte della Cipollari, che comincia a temere di finire in tribunale e si ritrova nella parte di chi deve prendere le distanze da un gossip che lei ha solo menzionato, mentre in realtà ci ha sguazzato dentro, dandolo in pratica per sicuro davanti a milioni di telespettatori.

E non serve nemmeno il silenzio della De Filippi, silenzio imbarazzato s’immagina, e della sua redazione. Forse una parola di scuse doveva arrivare a Colomba, come a tanti altri che da lì sono passati e sono stati trattati come pezze da piedi, come ingombranti presenze, solo perché avevano una loro opinione e non si adattavano al tran tran altrui.

I meccanismi del potere che dominano i due parterre per cui non bisogna mai attaccare “chi conta” sono rivoltanti ed è anche per questo motivo che una trasmissione nata per fare del bene e per far incontrare uomini e donne che per la loro età si trovavano isolati dal mondo e dall’altro sesso è ora scaduta a livelli indecorosi.