Ho letto la qualunque sull’ultimo atto (almeno per quest’anno) della telenovela dei Gabbiani, in salsa defilippiana. Ho letto giustissimi complimenti alla crudeltà della Sanguinaria, ho letto aspre critiche al fatto che il programma ha raccontato ancora e sempre lo stesso copione.

Sono questi, però, commenti ed osservazioni di pancia, superficiali, di chi non è stato a sentire, tanto era già tutto scritto e chi se ne frega se sono al livello di scrive “gombloddo” o di chi urla dietro alla nuova bufala inventata da uno di quei siti tanto credibili fino dal nome come laveritàsenzaseesenzamanonvelovoglionofarsapere.

La puntata speciale di Uomini e Donne di ieri è stata in realtà un capolavoro, una perfetta mescolanza di nuovo e vecchio, con il tocco spropositamente intelligente delle mail della Galgani alla redazione, mail dalle quali, volente o nolente, emergeva, quasi stillante, tutta la sua verità, e peccato se è talmente poco per qualche mente così sopraffina da non leggere, non dico tra le righe, ma almeno la lettera (e caliamo un velo pietoso sul fatto che una delle solite redattrici senza licenza elementare sia riuscita a saltare ventisette virgole e l’accento su “dà” predicato verbale…).

Ieri Gemma ha detto chiaramente che la redazione sapeva tutto – era a conoscenza del fatto che lei stesse male, non per sentito dire, non perché un Lucas qualunque l’aveva tirato fuori davanti all’avvocato della Gabrielletto, o per qualche altra via malsana e maldestra, MA perché lei stessa glielo aveva scritto papale papale. Insomma, se la sua salute era malferma, se lei stava dimagrendo, se lei si stava esaurendo dietro al Gabbiano, non era un mistero PER NESSUNO: non per i De Filippi’s boys, ma a questo punto nemmeno per lui, che difficilmente non avrà sentito nemmeno una parola da questi ultimi.

E mi viene il fortissimo sospetto che la Gilda torinese frequentatrice di una sola serata in diversi mesi di partecipazione (a dispetto di altri che invece ne stanno facendo un intenso commercio, ivi compreso il perfido Manetti) sia stata accompagnata alla porta per aver detto chiaramente che Gemma era malata e distrutta, così come peraltro prova il ricovero ospedaliero, che, a quanto pare, per George non era a suo tempo motivo sufficiente perché lui prendesse un treno e si facesse vivo a Torino.

E questo è il primo scoop: poi, ce n’è un secondo, altrettanto rilevante. Gemma dice chiaramente che è sempre stata innamorata di lui, tanto da aver trattenuto il suo pigiama e tanto da esserselo portato ovunque, anche quando viaggiava per venire a Roma o per dividere il suo tempo con qualche altra nuova frequentazione. Sembrerà poco, ma non è esattamente ciò che ha scientemente dichiarato in tutti questi mesi: la Galgani non aveva MAI detto d’essere ancora presa dal Gabbiano, anzi aveva sempre risposto negativamente a domanda diretta.

Ma il punto fondamentale è un altro, ed è quello che mette a tappeto tutte le altre considerazioni di Giorgio, sia quelle che ieri ha esposto con tanta assurda freddezza (peraltro leggendo il copione per lui preparato) sia quelle sulle quali per mesi le puntate del pomeridiano sono state costruite: ci hanno raccontato che il Manetti avrebbe voluto uscire dalla trasmissione con la Galgani, ci hanno raccontato fino allo sfinimento che però non ci sarebbe stato amore e che Gemma avrebbe dovuto accettare, perlomeno, di trasferirsi da lui per continuare quella storia.

E, se le cose fossero state così, la colpa poteva anche determinarsi a metà tra i due partecipanti. Ma invece no (direbbe la Pausini), le cose sono andate diversamente. Giorgio, nella sua confessione diretta alla redazione (fatta con le sue stesse parole, non con la voce della Bradshaw), sostiene, poco prima di rientrare in trasmissione, che lui non solo non è innamorato di Gemma, ma che non lo sarà MAI, che è impossibile per lui provare più di una certa attrazione fisica per lei e che questa chimica è destinata a morire prima o poi, e che non avrebbe cambiato idea nemmeno se lei si fosse trasferita a Firenze e vi avesse comprato una villa con piscina, perché, sue testuali parole, “Giorgio non si compra”.

Questo è il punto: che significato avrebbe potuto avere uscire in questi termini? Solo una folle avrebbe detto di sì. In pratica, i due avrebbero potuto continuare a vedersi, ma solo ogni tanto (altrimenti, il Gabbiano si poteva annoiare!), sempre che lei decidesse da sola di fare avanti e indietro da Torino in Toscana, così gratis et amore Dei. Per il resto, niente poteva cambiare la situazione, meno che mai un improvviso innamoramento, una scintilla, o in qualunque altro modo vogliamo definirla, che non solo il Manetti arrivava a smentire anche per il futuro, ma che nemmeno prendeva in considerazione.

Non sono mai stato un grande fan della Galgani, che in diverse occasioni m’è sembrata crudele e fuori luogo, soprattutto quando affrontava malamente quell’anima buona della De Santi, ma stavolta siamo venuti a sapere particolari che rendono particolarmente difficile stare dalla parte del Manetti, che, altro che essere definito “governatore”, è stato piuttosto un manipolatore e un bugiardo approfittatore. E dico “bugiardo” perché in trasmissione MAI E POI MAI per gli otto mesi trionfali che è stato con Gemma ha MAI (ripeto) detto che non si sarebbe MAI innamorato di lei, anzi ha ripetuto più volte che il tempo avrebbe potuto fargli cambiare idea.

L’unica consolazione è che, finita l’epopea con la Galgani, il Fiorentino avrà naturalmente brevissima vita negli studi della Helios: forse il Giorgio nazionale non ha ancora capito il minimo dettaglio che la sua fortuna televisiva è direttamente legata a quella della Galgani. Senza di lei, George non esiste – anzi, per la verità, ha preso sonore sberle da tutte le donne che ha incontrato (Mary Grace, per dirne una, alla quale ha raccontato altre simpatiche panzane).

Forse il Manetti ricorderà che è successo lo stesso anche a Costantino Vitagliano. Quando la sua liaison con Alessandra è finita, è finita anche, parallelamente, la sua carriera televisiva. Fosse stato più furbo, George poteva resistere ancora una stagione. Ma la caratura dell’uomo è quella che è: tanto fumo, poco arrosto.

 

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